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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 15, 2018

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(08.07.12) Testo definitivo documento di maggioranza finale del congresso regionale del PRC.

IV° CONGRESSO REGIONALE CAMBIARE  LA  LOMBARDIA. COSTRUIRE  LA  SINISTRA
Il Contesto nazionale e i nostri compiti
La drammatica situazione in cui versa il Paese e la rapidità del cambiamento evidenziato dallo tzunami della recente consultazione elettorale ci chiedono un deciso salto di qualità nel lavoro politico.
La situazione si è messa in veloce movimento e decisiva è la nostra capacità di aggiornare passo passo la nostra azione al fine di essere efficaci nella battaglia politica per determinare una uscita da sinistra dalla crisi. Gli effetti di fondo emergenti sono:
-          a) il disagio sociale determinato dalla crisi e dalle politiche del Governo che assume le caratteristiche di una complessiva critica del sistema dei Partiti e del sistema politico. Questo elemento sovra determina le stesse differenza fra le forze politiche in particolare del Centro Nord, in un contesto il cui più forte fattore di produzione di antipolitica, alimentato ad arte anche dai mass media, e di forme populiste è proprio il governo Monti. La situazione ha qualche superficie di contatto con la situazione tedesca, dove il “partito dei pirati” ha raccolto larghe parti di critica giovanile e che si differenzia molto dai risultati ottenuti in Grecia, Francia e Spagna dalle forze della sinistra di alternativa.
-          b) La richiesta di cambiamento radicale – che si esprime attraverso le culture che vi sono a disposizione nella società – si manifesta in primo luogo come la richiesta di rovesciamento del sistema dei Partiti e solo in seconda battuta come utilizzo dei Partiti della sinistra per cambiare l’esistente. In questo contesto assistiamo alla disarticolazione delle forme in cui in cui erano aggregate e definite le forze di centro e di destra.
-          c) L’intreccio fra la crisi economica, crisi sociale e crisi del sistema politico. Una crisi organica del sistema. La critica della casta e della politica assume un aspetto totalizzante che mette in secondo piano il tema delle scelte di politica economica, così che appare più radicalmente antisistema chi critica i Partiti piuttosto che chi critica le banche. Stiamo assistendo ai primi violenti scossoni di una grande trasformazione, in una crisi costituente che determinerà una trasformazione sociale, culturale e politica della profondità di una guerra. Occorre uscire da ogni politicismo per avviare un processo costituente di una sinistra di alternativa e di una terza repubblica basata sulla democrazia partecipata.
Questo è l’obiettivo centrale che ci poniamo, che poniamo ai compagni e alle compagne con cui abbiamo costruito la Federazione della Sinistra, che poniamo al complesso delle forze e degli uomini e delle donne che vogliono costruire una sinistra antiliberista nel nostro Paese. La costruzione di un processo inclusivo e partecipato, che allarghi il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra, la costruzione in Italia del corrispettivo di Syriza, del Front de Gauche, di Izquierada Unida è l’obiettivo fondante del nostro progetto politico, a cui subordinare ogni tattica politica e su cui lavorare nei prossimi mesi.
Fino ad ora abbiamo messo al centro l’opposizione al Governo Monti, la costruzione del partito sociale, l’unità a sinistra. Tutto utile e giusto,ma insufficiente a raccogliere il disagio sociale su un progetto di alternativa: dobbiamo sviluppare la nostra azione politica al fine di ottenere quell’efficacia nel rapporto di massa che è per noi decisivo.
La riprogettazione della nostra azione deve avere tre indirizzi di fondo:
  1. accentuare la nostra critica della politica, che oggi è l’elemento fondante da cui si passa per criticare l’economia politica. La critica del sistema dei partiti ha infatti una dimensione tale da rappresentare un punto di non ritorno: il nodo è se questa critica approderà alla demolizione della democrazia in nome della gestione tecnica degli interessi forti oppure se sfocerà in una rinnovata democrazia partecipata.
  2. rafforzare la capacità di demistificare le spiegazioni dominanti della crisi e le ricette per superarla e contestualmente avanzare una proposta compiuta e comprensibile di politica alternativa
  3. riorganizzare il Partito per renderlo più efficace nella costruzione del conflitto. Delle pratiche mutualistiche e del partito sociale. La nostra risposta alla critica della politica non deve concedere nulla ad un’idea di delega al leader o alla personalizzazione della politica. La nostra risposta alla critica della politica è basata sull’autorganizzazione dei soggetti sociali su tutti i terreni: sociale, culturale, politico.
Questa è la frontiera di un Partito comunista per essere protagonista dello scontro sociale, per attivare un processo costituente della sinistra antiliberista e di alternativa anche in Lombardia. 
La crisi del governo di Formigoni
Si è aperta nei fatti una nuova stagione politica, i cui esiti sono fortemente condizionati dalla capacità delle forze di opposizione di sinistra e centro-sinistra di rappresentare una valida alternativa al ventennale sistema di potere delle destre. E’ quindi coerente la richiesta di elezioni anticipate, ma è altresì necessario costruire un nuovo quadro politico che consenta di delineare delle rotture nel blocco sociale delle destre (anch’esso colpito pesantemente dalla crisi) e far nascere una vera alternativa politica.E’ maturo il tempo per far fare alla nostra Regione un cambiamento di rotta, una svolta vera nel lavoro, nella sanità, nell’ambiente, nella cultura e nell’istruzione, nei beni comuni, in grado di non mortificare ulteriormente i diritti e i bisogni reali dei cittadini e di non compromettere il già troppo devastato contesto ambientale e territoriale.Rifondazione Comunista ritiene indispensabile che i valori e le idee di rinnovamento della sinistra politica e sociale siano partecipi della cacciata del Governo Formigoni, costruendo da subito un percorso di unità a sinistra, in grado di produrre anche sul piano elettorale una “massa critica” capace di rappresentare con forza le istanze di cambiamento che in questi anni si sono espresse.L’unità delle forze di sinistra, insieme alle forze dei singoli che si esprimono nelle organizzazioni sindacali, nei movimenti, nei comitati, nei protagonisti delle lotte in difesa del lavoro, del territorio, dell’acqua pubblica, della scuola pubblica, nei gruppi di cittadinanza attiva possono costituire una forte aggregazione in grado di avviare un dialogo paritetico con il PD per la costruzione di una vasta alleanza e per un nuovo governo della Lombardia.La costruzione di questa unità della sinistra è la condizione per affrontare in modo non subalterno e politicista il rapporto con il centro-sinistra.Se si analizzano le forze oggi è chiaro che solo una alleanza di centro-sinistra può battere Formigoni e che sarebbe vitale per questa alleanza avere anche il contributo della Federazione della Sinistra. Ma siamo coscienti della problematicità di questo esito: il quadro non definito delle alleanze nazionali, la debole opposizione a Formigoni di questi anni, le posizioni politiche del PD sui beni comuni, sulle varie TAV della Lombardia e in generale l’orientamento attuale dei suoi gruppi dirigenti regionali in materia di alleanze elettorali.Quindi il terreno di un accordo elettorale ampio per battere le destre è frutto di una battaglia politica e culturale ed in particolare della consistenza ed evidenza dell’emergere di un polo di sinistra, non è un dato a priori che può essere risolto nelle ristrette stanze di segreterie.
Per questo Rifondazione Comunista vede positivamente e sostiene tutte le forme partecipative dei cittadini della sinistra e del centro-sinistra che vanno nella direzione di un ampio dibattito pubblico sul programma e sui candidati, in grado di suscitare entusiasmo e partecipazione attiva, così come insegnato dall’esperienza milanese ed alla vittoria di Pisapia.
Rifondazione Comunista lavora perché vi siano al più presto nuove elezioni regionali, le uniche in grado di ridare dignità al governo lombardo.Lavoriamo perché la Federazione della Sinistra costruisca un programma alternativo insieme alle forze di opposizione a Monti. Un programma in grado di garantire che il dopo Formigoni significhi la rottura di un sistema di potere che per decenni ha spadroneggiato in Lombardia (questione morale in primis), un programma che aggredisca le cause della crisi che così duramente e particolarmente hanno colpito la Regione, trasformandola pesantemente sul piano economico, della quantità e qualità del lavoro, del degrado ambientale, della qualità dei servizi, della stessa dialettica democratica.
Per un salto di qualità nelle politiche regionali
Il carattere fondante del programma alternativo è la centralità del lavoro produttivo e della riproduzione sociale, quindi dei lavori che uomini e donne compiono per vivere come persone e non come merci. La Lombardia è uno dei motori produttivi più importanti del Paese ed è allineata con le regioni più forti d’Europa.
Lo scenario dell’occupazione e dell’economia regionale è quello tipico del sistema neoliberista, in cui si ritrovano tutte le pesanti contraddizioni di uno sviluppo fondato sulla priorità assoluta degli interessi della finanza, dell’impresa, del profitto e del mercato; uno stato sociale sempre più ristretto, familista e di classe, utilizzatore delle fatiche familiari, in particolare femminili per rispondere alle varie necessità e far fronte ai tagli dei servizi pubblici e del privato sociale (privato sociale che dovrebbe essere ripubblicizzato).
I risultati recessivi sono sotto gli occhi di tutti. In Lombardia dal 2009 (dati di CGIL-CISL-UIL) sono state accumulate richieste medie annue per oltre 250milioni di ore di cassa integrazione, 175mila sono i licenziamenti ufficiali, ma si sono persi circa 500mila posti, con un tasso di disoccupazione salito dal 4,5% ad oltre il 6%.La crisi del lavoro non si ferma e incide ogni giorno con pesanti ferite.
Per opporsi dobbiamo affermare valori alternativi, a partire dal rifiuto della precarizzazione e dal rigetto di ogni principio per cui per aver lavoro bisogna rinunciare a diritti e dignità, dalla volontà di ricostruire uno stato sociale a misura di uomini e donne.
La regione dispone di poteri di intervento non secondari nel campo delle politiche produttive, del lavoro e sociali anche per la possibilità di impiegare ingenti risorse nazionali ed europee.
….. per il lavoro:
Nell’esprimere una critica radicale al sistema formigoniano delle doti, a partire da quella del lavoro Rifondazione Comunista a fronte dell’attacco oggi rivolto alle pensioni, ai salari, ai contratti, al potere negoziale dei Sindacati, alle libertà sindacali e alla democrazia accoglie e fa, in primo luogo le opzioni della FIOM facendosi altresì tramite per il sostegno del coordinamento “Amiche ed Amici della Fiom”.
Oltre la premessa la non più rinviabile progettazione di un “piano di sviluppo industriale regionale”:
- indirizzare le risorse disponibili verso obiettivi strategici nei diversi settori produttivi del sistema industriale lombardo, nel senso della innovazione, della qualità dei prodotti, oltre che verso la nostra tradizione manifatturiera,con particolare attenzione alla cultura e alla sostenibilità ambientale
- per le disoccupate, i disoccupati e i giovani precariamente occupati e privi di retribuzione non è più rinviabile il “reddito sociale”
- istituzione di un “fondo regionale anticrisi” per le forme di inoccupazione e disoccupazione diverse da quelle previste dal “reddito sociale”
- i contributi di sostegno alle imprese vanno legati a precisi obiettivi occupazionali e di miglioramento delle condizioni di lavoro con particolare riferimento alle norme di prevenzione  degli infortuni e delle malattie professionali
- abrogare il decreto regionale che finanzia le delocalizzazioni all’estero delle imprese lombarde, obbligando al rimborso delle risorse pubbliche ottenute a vario titolo- una formazione professionale in grado di preparare alle sfide dello sviluppo economico e sociale del futuro e di incidere sulla disoccupazione femminile e giovanile
- favorire la salvaguardia dei settori produttivi “buoni” per occupazione, qualità, sostenibilità, sperimentando momenti di autogestione e aggregazione cooperativa e partecipata
- per la difesa e la creazione di nuovi posti di lavoro sarebbe utile, in particolar modo in questo
…..per la sanità e lo stato sociale:
Questo è il settore dove il sistema di potere di Formigoni, della Compagnia delle Opere, di Comunione e Liberazione, ma anche della Lega Nord hanno fatto i danni peggiori. Prevenzione, diagnosi e cura sono sati massacrati in una scelta liberista e di “mercato”. La salute è diventata sempre di più una merce e sempre di meno un diritto.
I nostri obiettivi prioritari sono:
- l’abolizione dei ticket
- l’effettiva e concreta opera di prevenzione attraverso maggiori e adeguate risorse anche per il potenziamento di tutte le strutture preposte agli interventi di prevenzione
-  il superamento delle ambigue classificazioni di “socio-assistenziale di rilievo sanitario” o simili che attualmente fanno gravare  sui famigliari degli anziani malati cronici non autosufficienti  i costi rilevanti per le prestazioni e per i ricoveri negli istituti protetti. Questi pazienti vanno considerati a pieno titolo a carico del servizio sanitario.
- la drastica riduzione delle “liste d’attesa” attraverso il potenziamento delle strutture di base, delle apparecchiature, degli ambulatori, del personale e l’allargamento della fascia oraria delle prestazioni .
- contrastare il nuovissimo percorso avviato dalla Regione della “dote welfare” che distrugge il sistema dei servizi sociali, passando dal criterio dell’offerta a quello della domanda
- il recupero dei fondi sociali e per la non autosufficienza, destinando almeno l’1% della spesa sanitaria alla spesa sociale
- il superamento dei ticket uguali per tutti, legando gli eventuali ticket alle fasce di reddito
- una rivisitazione della spesa complessiva per la salute che è pari ad oltre 80% del bilancio regionale, tesa ad eliminare sprechi e a ridurre drasticamente i costi per la sanità privata privilegiando la sanità pubblica
- la revisione del sistema inadeguato, clientelare e spartitorio delle nomine nell’ambito di tutti i servizi sanitari  
 
….. per l’ambiente:Lo sviluppo speculativo e aggressivo delle lobby del cemento, dell’asfalto e delle autostrade, assecondato dal governo di centro-destra della Lombardia, ha prodotto pesanti guasti. Expo 2015, la Pedemontana, la Brebemi, la Tangenziale Esterna Milanese, la Cremona-Mantova,  la Broni-Mortara, il completamento della TAV. I mega impianti energetici sotterranei in programma distruggeranno definitivamente altri 60 milioni di mq di terreni agricoli. I punti per operare scelte chiare e innovative sono:
- una moratoria sulle grandi opere infrastrutturali per consentire una discussione ed una verifica pubblica sulla loro necessità
- un piano regionale dei trasporti pubblici che attraverso il completo ammodernamento della rete  regionale e l’integrazione fra i vari sistemi di trasporto per le persone e le merci, con costi contenuti, offra qualità e fruibilità tali da invogliarne l’utilizzo a discapito del mezzo privato ed anzi programmi trasferimenti concreti e possibili di persone e merci dalla gomma alla rotaia.
- l’intervento della Regione Lombardia nel sistema aeroportuale anche con la presenza in SEA
-  un piano di interventi per la messa in sicurezza  idrogeologica di tutte le situazioni territoriali a rischio. Un’operazione di “cantieri verdi” questa, che potrebbe dare altresì lavoro vero.
- un piano di edilizia residenziale pubblica, quale strategico momento contro le speculazioni e le rendite immobiliari, che intervenga sul costruito e il meno possibile sul consumo di nuovo territorio, per garantire il diritto primario alla casa in particolare per le categorie più deboli della popolazione
- una legislazione sulla politica dei rifiuti (solidi urbani, industriali, pericolosi ecc) in grado di contrastare con la massima forza le infiltrazioni malavitose e ridurre la produzione di imballaggi e rifiuti, ridando voce ai territori ripristinando le conferenze di servizio con i loro poteri
…..per l’istruzione e il diritto ai saperi:
In questo settore abbiamo assistito a pesantissimi tagli di risorse verso la scuola pubblica e forzature economiche a favore delle scuole private. Basti pensare che nell’ambito degli interventi per il diritto allo studio la Regione Lombardia dà oltre il 90% delle risorse  alle scuole private e paritarie.
Ferma restante ogni azione di maggior sostegno alle nostre università per garantirne la frequenza anche a chi non ha i mezzi economici adeguati, è utile muoversi peri:
- la rimozione di tutti gli ostacoli economici e sociali che impediscono l’effettivo soddisfacimento per tutti del diritto allo studio.
- la drastica riduzione tesa all’eliminazione di ogni forma di finanziamento alle scuole private e agli studenti delle stesse
- l’abolizione dell’art. 8 della Legge Regionale che consente ai dirigenti scolastici, in nome dell’autonomia scolastica di assumere insegnanti al di fuori delle graduatorie e del metodo concorsuale previsto dall’art 97 della Costituzione per le assunzioni nella Pubblica Amministrazione
- una “carta giovani” per tutti i ragazzi sotto i 30 anni, per accedere a prezzi ribassati ai luoghi di fruizione e produzione culturale: concerti, cinema,mostre, musei, Wi-Fi gratuito per tutti
- una particolare attenzione all’inserimento e all’integrazione scolastica dei disabili, che ora viene ampiamente disattesa.
….. per i “beni comuni”:
Ambiente, Scuola, Sanità, Trasporti,Energia, Acqua sono beni pubblici e quindi per loro natura incedibili ai profitti privati. Ogni privatizzazione dei servizi pubblici va fermata. Oltre all’impegno per la ripubblicizzazione di tutti quei servizi pubblici privatizzati e all’internalizzazione di quei servizi dati in appalto impropriamente ai privati e alle cooperative, va finalizzato un impegno per Indirizzare la regione ad adempiere pienamente all’esito referendario sull’acqua bene comune affichè venga rispettata la volontà dei cittadini e la gestione dei servizi idrici integrati affidata ad organismo di diritto pubblico non soggetti alle logiche di mercato, contrastando il progetto in campo della Multiutity del Nord. 
….. per una terra di pace e di accoglienza:
- riprendere l’impegno per la rimozione dalla Lombardia delle 40 bombe atomiche e delle centinaia di missili atomici dalla base bresciana di Ghedi
-  rendere pubblica e accessibile a tutti la documentazione del Co.Mi.Pa (Comitato Misto Paritetico Stato-Regioni) per le servitù militari e le attività e i programmi delle forze armate, al fine di individuare percorsi praticabili per abolire o per lo meno ostacolare i processi di rafforzamento delle basi di guerra in Lombardia (Ghedi – Solbiate Olona – ecc)- sostenere le finalità della campagna “l’Italia sono anch’io” per il diritto di cittadinanza per gli stranieri nati in Italia e per il diritto al voto- nella continuità delle iniziative politiche per il superamento della “Bossi-Fini”, semplificare e ridurre le procedure e l’eliminazione dei costi per ottenere il permesso di soggiorno
- sostenere il riconoscimento dell’asilo politico per i profughi provenienti dalla Libia
- promuovere e sostenere ogni iniziativa intesa a valorizzare la cultura dell’antifascismo 
…..per la partecipazione e della trasparenza:
La questione morale è al centro dei problemi della Lombardia. Il sistema di potere di Formigoni, marcio fino alle radici è una “compagnia che fa danno” e che va mandata subito a casa. Per questo servono subito nuove elezioni e un governo di alternativa al sistema di potere formigoniano, che faccia della trasparenza, dell’eliminazione totale dei privilegi degli eletti e della questione morale il suo punto fondante. E’ necessario schierarsi contro i privilegi della politica con iniziative specifiche per diminuire gli emolumenti dei consiglieri regionali, abolire il vitalizio, mentre è netta la nostra contrarietà alla progressiva riduzione degli spazi di democrazia nelle Istituzioni ( es. riduzione del numero dei consiglieri comunali, superamento delle province ecc). Ciò richiede un più puntuale impegno per sviluppare forme sempre più ampie di democrazia partecipativa e il coinvolgimento diretto degli Enti Locali che attuano “buone pratiche” per elaborare una corretta programmazione (es. “Consiglio delle autonomie”) 
…..per l’ ottimizzazione dell’azione del Partito in Lombardia:
I nuovi organismi dirigenti a livello regionale, ma anche le federazioni ed i circoli focalizzeranno il loro lavoro:
-  sul terreno del tesseramento e dell’autofinanziamento. La politica  ha dei costi e i nostri fondi devono venire in primo luogo dal tesseramento e dalle iniziative di autofinanziamento oltre che dal regolare versamento delle quote di indennità varie, dovute dai compagni e dalle compagne eletti o nominati negli Enti e Aziende Pubbliche.
- creare momenti di formazione politica in funzione del rinnovamento dei quadri dirigenti
- per l’avvio di un processo sistematico e positivo di intervento (che in questi anni non c’è stato) e di relazioni con le organizzazioni sindacali dei lavoratori- per scegliere temi specifici (lavoro, ambiente, beni comuni,sanità, scuola,diritti di genere ecc..) e approfondirli attraverso anche lo strumento dell’inchiesta e percorsi seminariali partecipati e formativi
- strutturare ed organizzare la comunicazione interna ed esterna. “Fare per fare sapere-convincere per vincere”, non deve essere assunto solo come slogan, ma deve essere praticato nella sostanza. Sul terreno della comunicazione la segreteria regionale che verrà eletta si deve impegnare ad organizzare nel mese di settembre un apposito seminario; in merito alla comunicazione interna poi il nuovo organismo dirigente si deve sentire impegnato nell’assumere come priorità il compito organizzativo di “mettere in rete” le varie federazioni provinciali su temi comuni, in modo da ampliare il livello e la profondità della discussione e rafforzare la possibilità di creare vertenze territoriali e regionali
- convocare fin dai primi del mese di settembre la conferenza di organizzazione regionale del Partito, che individui modalità di funzionamento e che tenga conto delle diverse competenze e delle realtà territoriali anche attraverso l’istituzione di gruppi di lavoro monotematici.
Tra  prossimi compiti oltre a quelli già individuati nazionalmente su cui centrare l’attività :
  • campagna per l’abolizione dell’IMU sostituendola con la patrimoniale e  per l’esenzione di imposte per il patrimonio pubblico comprese case popolari
  • campagna contro il “fiscal compact”
  • costruzione partecipata del programma
  • una mobilitazione tesa a lanciare, già a partire dalle prossime “feste di liberazione” di quest’estate, un manifesto/proposta di parole semplici e chiare da proporre a tutte le forze sociali e alle forze di sinistra della Lombardia per una manifestazione  regionale da tenersi nel prossimo autunno

Milano 17 giugno 2012 Approvato a larghissima maggioranza (voti contrari 23 – astenuti)

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