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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 17, 2017

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(05.07.12) Per una Syriza bergamasca, apriamo la discussione a sinistra

Lettera aperta alle forze della sinistra bergamasca
Dopo le autocanditature di Gori e Pietro Vertova a Sindaco di Bergamo e la lettera dell’ex consigliere comunale Paolo Scanzi alla stampa partiamo da una semplice considerazione: cioè, come dice Scanzi, non è mai bene anteporre i nomi ai programmi.
C’è quindi un dibattito da fare in città sulla qualità del programma amministrativo, un dibattito che stenta a decollare. Ciò impone, come suggerito da Scanzi, alla sinistra bergamasca (Federazione della Sinistra, IdV, SEL e a tutte le forze sindacali, culturali e sociali disponibili) di rompere gli indugi per lanciare una sfida alta sulla visione del governo della città.
Una sfida che dovrebbe essere affrontata in modo unitario.
Non ci sembra oggi utile discutere dei possibili candidati, o limitarsi a tifare per l’uno o per l’altro. Sarebbe invece più serio che chi ha già oggi una visione simile si unisse per confrontarsi senza conclusioni precostituite con la città e con le altre forze decidendo insieme, dopo il confronto, la forma migliore e la personalità più opportuna per rappresentarla anche nella competizione elettorale.
Non è infatti a partire dal fascino o dalle capacità delle persone che si possono recuperare i danni causati da un ventennio di ubriacatura per il mercato. Inoltre dopo il fallimento della giunta Tentorio (PdL/Lega) naufragata nell’inettitudine, nella mancanza di idee e nei contrasti partitici occorre una nuova visione della città in grado di mobilitare intelligenze e passioni, un metodo di governo che non “consulti” i cittadini, ma li consideri protagonisti di un grande processo di partecipazione.
Una idea di governo che sia di lotta contro le disuguaglianze, di riappropriazione del territorio e dei beni pubblici, di rottura con il blocco di potere incrostatosi attorno alla rendita urbana. Blocco sociale e di potere che ha sfacciatamente abbandonato la mediazione tra interessi diversi che ha caratterizzato l’amministrazione Bruni e che ha sponsorizzato l’amministrazione Tentorio per ridefinire a proprio esclusivo vantaggio i rapporti sociali e politici in città, fallendo anch’esso miseramente. Bisogna prendere atto che i ceti alti della società bergamasca paiono in questa fase non essere più in grado di produrre un ceto dirigente con una proposta credibile, se non solo sul piano puramente mediatico e d’immagine giovanilistica (sic!), ma in tempi di crisi serve secondo noi ben altro.
Il quadro nazionale ci consegna una situazione di probabile continuità delle politiche che scaricano il costo della crisi sui più deboli. Dai comuni può nascere una controtendenza a condizione che la sinistra sappia giocare il suo ruolo.
La sinistra bergamasca, quella fatta non solo di partiti, ma anche di comitati, di associazioni, di attivisti che hanno animato l’opposizione cittadina, ha già oggi idee largamente condivise sui principali problemi della città. In particolare sul consumo zero di territorio, sull’estensione del bilancio partecipato e dell’urbanistica partecipata, per favorire l’estensione e l’affermazione dei diritti e della democrazia di genere, alla ripubblicizzazione dell’acqua, sul piano di riduzione dei rifiuti, dal rilancio del trasporto collettivo, dalla esenzione da IMU e addizionali per le fasce deboli e medie, alla tassazione patrimoniale delle ricchezze, dall’abbandono della politica delle grandi opere, alla riqualificazione delle periferie, contro la svendita del patrimonio immobiliare pubblico di pregio, al rilancio dei servizi sociali, alla produzione e fruizione diffusa della cultura, per il parco agricolo e la cintura verde e contro il nuovo stadio e non ultimo sull’aeroporto di Orio. E si potrebbe continuare.
Il Partito Democratico mantiene invece su alcuni di questi punti forti elementi di ambiguità, ma aveva aperto con l’amministrazione Bruni una discussione segnando una discontinuità con il passato e ciò ha definito uno spazio che rende oggi possibile un confronto. Certo occorre ad esempio chiarire cosa fare in futuro delle aziende pubbliche e se si intende mantenere pubblico il servizio idrico. Come si intende operare sull’urbanistica e sui processi democratici di coinvolgimento dei cittadini. Mentre sui rifiuti settori vi sono attardamenti a favore degli inceneritori e non cessa l’innamoramento per le grandi opere. Ed anche qui si potrebbe continuare.
Questo confronto quindi è ancora tutto da fare. Da qui la necessità che la sinistra si unisca per sollecitarlo insieme. Lo dobbiamo alla città.
Per questo ci sembra importante raccogliere la sollecitazione di Scanzi affinché al più presto si instauri un tavolo permanente di confronto e di programmazione fra i soggetti della sinistra plurale bergamasca con lo scopo di iniziare a discutere su un programma di governo di sinistra per la nostra città che possa da una parte essere credibile per i cittadini e dall’altra di proposta per le altre componenti del centrosinistra con cui sarà necessario confrontarsi per cercare di presentarsi uniti. 

L’alternativa è andare al confronto e alle elezioni, con modalità suicide, in ordine sparso. Sarebbe persa una occasione di costruire a Bergamo una sinistra unita, plurale e incisiva. (05.07.12, Bergamo, Francesco Macario, segretario provinciale Prc/Fds e Maria Pia Trevisani coordinatora dei circoli Prc/Fds città di Bergamo)

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