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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 16, 2017

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(29.06.12) Felici di vivere nella Lombardia di Formigoni e della Lega?

di Francesco Macario, segretario provinciale Prc/Fds-Bergamo

Il modello liberista si è sviluppato negli ultimi decenni in Lombardia attraverso uno specifico sistema di potere clericale-autonomista, quello di Formigoni e della Lega Nord. Un sistema che ha plasmato in 17 anni la società a sua immagine e somiglianza, ma che non è privo di contraddizioni che ormai emergono giorno per giorno clamorosamente.

Formigoni dice che la Lombardia è il motore del lavoro.

  • In Lombardia le richieste medie annue dal 2009 di cassa integrazione (dati confederali) sono state di 250 milioni di ore di lavoro e ci sono stati 175.000 licenziamenti ufficiali
  • Si stimano persi in realtà 500 mila posti di lavoro
  • Il tasso di disoccupazione è salito dal 4,5 al 6%
  • In questo contesto va ricordata la delinquenziale opera di finanziamento alla delocalizzazione delle imprese lombarde all’estero attuata da Formigoni e dalla Lega. Solo nel gennaio 2012 è stato pubblicato l’ennesimo bando della regione Lombardia che mette a disposizione degli imprenditori lombardi che vogliono creare insediamenti produttivi all’estero ingenti risorse pubbliche (4.200.0000 euro). Ma già precedentemente tali operazioni erano state finanziate per circa 15.000.000 di euro.

Formigoni dice che in Lombardia puoi decidere liberamente dove farti curare gratuitamente

  • I Tiket sono un’esperienza quotidiana per chi accede alla sanità, un fatto che sbugiarda Formigoni
  • Prevenzione, diagnosi e cura sono stati massacrati dalla scelta liberista e di “mercato” che ha ridotto la salute da un diritto a una merce.
  • Esemplificativa l’ultima proposta della “dote welfare” che distrugge il sistema dei servizi sociali passando dal criterio dell’offerta a quello della domanda. D’altro canto il sistema dei “vaucher” già introdotto ha consentito un abnorme sviluppo della sanità privata.
  • Il tutto condito con il noto corollario di distorsioni (il caso della clinica S. Rita è esemplare) e di elementi di rapina dei fondi pubblici che tutti conoscono (casi S. Raffaele e Maugeri). La sanità lombarda è stata in questi anni di dominio del Celeste, una prateria aperta in cui tutte le scorribande e il malaffare sono stati possibili. Non a caso le vacanze ad Antigua di Formigoni pare siano state a carico di Daccò un intermediatore di affari della sanità privata. A Bergamo pensiamo solo alla disastrosa questione del nuovo ospedale di Bergamo, realizzato in una palude, che costerà in extracosti centinaia di milioni di euro. Una struttura a cui solo il Prc e la sinistra radicale si sono opposti fin da subito.
  • Non ultimo poi l’uso ideologico contro le donne della sanità pubblica bene rappresentato dai funerali e dai cimiteri per i feti abortiti, imposti dal Celeste naturalmente a carico dei cittadini e in prosecuzione con i primordi dell’emergere sulla scena politica nazionale di Comunione e Liberazione (nel 1976 il caso dell’inquinamento di Seveso e la questione degli aborti terapeutici contestati)

Formigoni vanta il sistema scolastico lombardo.

  • Ma i tagli sul settore dell’istruzione pubblica sono drammatici.
  • Ci sono si 250 milioni di euro di investimenti sulle scuole pubbliche e private, ma il celeste dimentica di precisare che ben il 90% di queste risorse sono a vantaggio del solo sistema scolastico privato, in particolare quello confessionale egemonizzato dal gruppo clericale di cui fa parte Comunione e Liberazione.

Formigoni rivendica la realizzazione in corso di nuove autostrade

  • Ma dimentica di dire che spesso sono realizzate dai privati e saranno gestite dai privati, e che oltre che procurare profitti a questi non risoleranno nessun problema. Si tratta di opere volute da lobby finanziarie e gruppi bancari, da lobby automobilistiche e autostradali che con l’apporto di soldi pubblici intendono realizzare 300 Km di nuove autostrade (costo 10 miliardi di euro). Una polpetta che ha già sollevato l’attenzione delle numerose associazioni malavitose ormai fortemente radicate anche in Lombardia.
  • Inoltre la regione costruendo nuove infrastrutture pensa a un modello della mobilità solo su gomme e solo privato.
  • Manca in realtà un piano regionale dei trasporti degno di questo nome. In particolare sul versante dei trasposti pubblici da anni ci sono stati solo tagli alle linee e ai vettori.
  • La mancata capacità strategica della Regione sul tema dei trasporti appare evidente in particolare nella questione aeroporti. Basti pensare al fallimento di Malpensa e alle problematiche ambientali di Orio determinate da una inefficace politica di pianificazione in primo luogo regionale.
  • Anche in questo settore poi l’intreccio corruttivo tra giunta regionale, compagnia delle opere e gruppi imprenditoriali (pensiamo alla locale Locatelli di Grumello del Monte) sino a coinvolgere decine di collaboratori ciellino-formigoniani è apparso nelle cronache recenti in tutta la sua gravità.
  • Per questo chiediamo una moratoria sulle grandi opere infrastrutturali che consenta una verifica reale della loro utilità.
  • Inoltre tra le grandi opere potremmo anche metterci i grandi centri commerciali che hanno devastato il commercio di prossimità, ingenerato flussi veicolari inquinanti incontrollabili, devastato il territori, introdotto forzosamente una accentuata finanziarizzazione del settore del commercio.
  • E non è che anche in questo campo non siano mancate le collusioni col sistema della grande criminalità organizzata e non si siano verificati episodi di finanziamento illecito a esponenti politici e partiti della maggioranza formigoniana

Formigoni sostiene che il problema rifiuti non esiste più.

  • Peccato che come avviene a Bergamo il “mercato” dei rifiuti sia stato completamente deformato dalle abnormi politiche di realizzazione di inceneritori sovradimensionati e dannosi. Oggi l’inceneritore di Dalmine risulta sottoutilizzato in seguito alla concorrenza che gli fanno sul piano del “mercato” gli inceneritori bresciani che sono decisamente più economici per le amministrazioni locali. Ciò nonostante in regione si sta discutendo di aprire una terza linea di incenerimento che utilizzerà rifiuti provenienti da fuori regione se non dall’estero.
  • Cosa dire poi della enorme richiesta di inceneritori di rifiuti speciali, gomme e quant’altro? E del pullulare di richieste di impianti a bio masse (in particolare olio di colza), inquinanti e che utilizzano per la loro produzione a monocultura enormi estensioni di terreno che saranno sottratte all’uso alimentare?
  • E che dire del mai perseguito flusso di rifiuti tossici nocivi che dalla Lombardia raggiungono le regioni del sud dove le ecomafie smaltiscono a basso costo in maniera criminale rifiuti che devastano l’ambiente e la salute dei cittadini?
  • E se il problema è risolto come mai Locatelli pagava tangenti per la discarica di amianto di Cappella Cantone o come mai infilava rifiuti tossici e nocivi al di sotto della Brebemi e di altre grandi opere? E come mai i cittadini della Bassa bergamasca si ritrovano le falde inquinate dal cromo esavalente, una sostanza fortemente cancerogena?

Formigoni vanta l’azione di contenimento dell’inquinamento attuata.

  • Anche in questo caso basta che i cittadini facciano mente locale sui giorni in cui non hanno potuto utilizzare le auto o alle forme di smaltimento selvaggio di cui abbiamo già detto e alle conseguenze ambientali che si evidenziano tutti i giorni. E’ evidente che Formigoni mente sapendo di mentire.
  • Inoltre non parliamo dell’inquinamento industriale e dell’acqua e dell’aria. E’ sufficiente andare un giorno qualsiasi sulle sponde di fiumi come il Lambro o l’Olona o a Bergamo nel quartiere di Colognola in testa alla pista dell’aeroporto di Orio per vedere le conseguenze (sull’aria e come rumore) dei continui decolli degli aerei.

Formigoni afferma che la regione Lombardia costa poco ai cittadini

  • Dimentica di calcolare nei costi l’enorme costo della corruzione dilagante in Lombardia, che ha coinvolto la Lega, il PdL e anche pare settori del PD, su cui sono ormai aperte decine di inchieste della magistratura. Un sistema che ha fatto della corruzione politica, del sottogoverno clientelare e del sostegno di parte a un certo settore dell’imprenditoria (la compagnia delle opere) i pilastri che gli hanno consentito di governare per ben 17 anni la regione.

Queste sono le mani in cui sono stati per decenni i destini dei lombardi e l’attuale situazione economico e sociale ne è la conseguenza diretta.

Quindi come dice lui sarà anche andato in vacanze ad Antigua con i suoi soldi, ma credo sia giunto il momento che i lombardi chiedano le elezioni regionali anticipate.

Oggi si ha l’opportunità di cacciare Formigoni, ma si deve scegliere se continuare a gestire il sistema di potere formigoniano in alleanza con i centristi e forse anche Comunione e Liberazione o se si decide invece di puntare su un’alternativa che spazzi via le politiche formigoniane antisociali e la corruzione dilagante che ne è il corollario. In questo contesto fare emergere un polo di sinistra con un programma è un obiettivo irrinunciabile su cui vanno incalzati gli altri soggetti politici della sinistra, i movimenti e i sindacati.

Se non altro per assicurarsi che Formigoni, emulando l’esule di Hamamet, tolga di torno e vada ad Antigua per sempre. (Francesco Macario, segretario della federazione provinciale  Prc/Fds – Bergamo)

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