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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 16, 2017

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(08.06.2012) AGGIORNAMENTI DALL’EMILIA. CHE SUCCEDE, COSA FACCIAMO, COME AIUTARCI

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti Bergamo, insieme a Brigate Solidarietà Attiva e c.s.a. Pacì Paciana, hanno attivato una campagna di solidarietà con la popolazione emiliana colpita dal terremoto. Sabato 2, domenica 3 giugno si è avviata una prima raccolta di beni fuori da alcuni supermercati della città di Bergamo, il quantitativo è stato di circa 2,5 tonnellate. Sabato 9 Giugno la raccolta continuerà a Torre Boldone (da ore 9 a ore 18, davanti al supermercato Conad).

Un gruppo di volontari sono partiti lunedì 4 giugno per monitorare le zone limitrofe a Cavezzo (Mo). In tutta l’area colpita dal terremoto sono infatti sorti piccoli accampamenti spontanei, dove la gente del posto preferisce dormire per paura di rientrare nelle case.

Nei 2 giorni successivi abbiamo constatato che Concordia, Fossoli, Rovereto, San Possidonio, Carpi (tutti paesi in provincia di Modena) erano completamente abbandonati dalla Protezione Civile.

Un primo furgone carico è partito da Bergamo e ha consegnato i beni ai campi di Cavezzo e di Fossoli. I beni sono stati destinati esclusivamente ai campi autogestiti.

La situazione nella quale, in questi giorni, stiamo attivando i progetti di solidarietà è particolarmente difficile.

A Cavezzo, è stata attivata una ludoteca/spazio gioco e le persone del luogo stanno gestendo uno spaccio popolare autorganizzato che aiutiamo a rifornire.

A Fossoli, in collaborazione con la gente del posto, attraverso un’assemblea pubblica, è stato allestito un campo autogestito composto da uno spaccio popolare, una lavanderia e ci si sta muovendo per trovare una cucina a bombola.

A Carpi (Mo) la situazione è più problematico. I “campi” autogestiti dalla popolazione, sono semplicemente aglomerati di tende poste nei giardini pubblici; questi accampamenti sono privi di acqua corrente, energia elettrica, servizi igienici. Il sindaco del paese sostiene che la situazione sia sotto controllo, tanto da non allertare la Protezione Civile. Invece denunciamo la presenza di circa 2000 sfollati che da giorni non ricevono aiuti di prima necessità.

A Cortile (Mo) la polisportiva comunale ha messo a disposizione il campo da calcio; gli abitanti dormono all’interno con tende e camper, autogestendo le cucine.

Nei paesi di Finale Emilia (Mo) e Reggiolo (Mo) la Protezione Civile ha allestito diversi campi, recintati e militarizzati, in cui è proibito entrare ed uscire.

A Mirandola (Mo) il c.s. “Guernica” di Modena e il Laboratorio “Crash” di Bologna hanno attivato una campagna di solidarietà che è stata chiamata: “Dal basso..alla bassa”, stanno portando aiuti alla popolazione attraverso raccolte materiali e organizzazione di attività. Rifondazione Comunista ha aderito con convinzione.  Domenica 10 giugno è programmata una grigliata di inaugurazione dello spaccio popolare. (Per info vedi: https://www.facebook.com/events/313011558784676/ ).

I punti per lo stoccaggio sono relativamente poco capienti, dunque è bene riuscire a stoccare i materiali raccolti nelle diverse città italiane – sempre attenendosi alle liste che vengono aggiornate costantemente; in un secondo momento vanno effettuate le consegne in Emilia, portando poco materiale per volta.

Le persone colpite dal terremoto stanno organizzandosi ma supermercati e negozi sono chiusi, oppure hanno terminato i prodotti, dunque è importante continuare con le raccolte di materiali. Tantissime realtà autorganizzate stanno portando aiuti, gli abitanti sono molto attivi e concreti, hanno richieste precise in base alle necessità contingenti. Per questo oltre alle raccolte di materiali è importante raccogliere fondi per avere liquidità da spendere direttamente sul campo in base alle impellenze e all’evoluzione della situazione (trovate le coordinate bancarie nel sito internet). In ogni luogo stiamo cercando di renderci utili collaborando con la gente e costruendo insieme attività e servizi autogestiti.

La situazione resta comunque ancora confusa, qualche abitante ci ha raccontato che i supermercati vengono saccheggiati o che i negozianti alzano i prezzi delle merci indispensabili, ad esempio il prezzo delle tendine (le quechua da 4 posti) è salito in alcuni casi fino a 200€.

La Protezione Civile ha iniziato recintare il campo di Cavezzo, le prime avvisaglie di un processo di militarizzazione che abbiamo conosciuto bene a l’Aquila. Gli abitanti si stanno opponendo anche attraverso raccolte firme che hanno avuto tantissime adesioni. l’impressione è che la Protezione Civile voglia chiudere tutti i piccoli accampamenti spontanei che si sono creati nella zona, accentrando l’accoglienza in un unico punto controllato e militarizzato, probabilmente proprio a Cavezzo. Alcuni ci raccontano che la Protezione Civile va nelle tendopoli autorganizzate dicendo che sono meno sicure e potrebbero essere pericolose. Per fortuna gli emiliani sono gente coraggiosa e determinata, tra i nostri vari obiettivi ci sarà sicuramente quello di sostenerli e proteggerli dalle prevaricazioni.

Gli operai sono costretti a lavorare, nonostante le fabbriche siano a rischio o del tutto inagibili. Sappiamo che tanti lavoratori sono obbligati a firmare liberatorie che esonerano gli imprenditori da responsabilità civili e penali.

I primo pericolo, nel breve periodo, sono le delocalizzazioni delle aziende: sui giornali locali cominciano a girare pubblicità che invitano a delocalizzare all’est. Ci stiamo attivando con i  lavoratori e i sindacalisti per seguire meglio possibile la questione, dando risalto alle iniziative di denuncia e protesta, partecipandovi, cercando di informare la popolazione che vive nei pressi delle fabbriche in lotta.

Sabato 9 e domenica 10 giugno allestiremo altri punti di raccolta di beni di prima necessità sparsi in tutta la provincia. L’emergenza non finisce, aggiorneremo sulla situazione nei luoghi terremotati, sulle prossime iniziative e sui punti dove poter portare il materiale. Per info e disponibilità, telefonare presso la sede provinciale del partito da lunedi a venerdi, da ore 15 a ore 19 (tel. 035.225034) oppure contattare Giudi (349.5120487) oppure spedire una e-mail a rifondazionebergamo@yahoo.it.

I materiali da raccogliere sono: Biancheria intima (nuova) per uomini, donne e bambini (mutande, reggiseni, canottiere), torce elettriche (e rispettive batterie), ciabatte da doccia, scope, palette, secchi, stendibiancheria e mollette, specchi, tende, materassini gonfiabili da campeggio, asciugamani, coperte, cancelleria (colori, rotoli di carta, fogli vari, pennelli, tempere, pastelli, matite, ecc), salviette, alcol, spugne, omogeneizzati, tonno, mais, fagioli, piselli e scatolame vario, pasta/riso, aceto, cotone a strisce, profilattici.

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