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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 16, 2017

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Marcia Partigiana sul Monte Blum. Se anche stanotte durasse cent’anni

Manca poco meno di una settimana alla Marcia Partigiana sul Monte Blum. Questi i dettagli della giornata: La partenza da Bergamo è fissata per le ore 6:45 presso il piazzale della Malpensata. Si raccomanda la massima puntualità, di modo che si possa salire tutti insieme. Il ritrovo a Clusone è a partire dalle 7:00 presso il parcheggio dell’ex cinema Mirage. Il parcheggio sarà custodito e segnalato dal personale preposto. Per raggiungere la località Conca Verde (a Rovetta – luogo di inizio marcia) sarà attivo un servizio bus navetta gratuito. L’ascesa verso il Monte Blum inizierà alle ore 9:00 (puntuali!). Attenzione: non sarà possibile parcheggiare le proprie auto a Rovetta! L’unico modo per raggiungere il punto di partenza per la marcia sarà con il bus navetta da Clusone! Invitiamo quindi tutti a non recarsi con mezzi propri a Rovetta ma parcheggiare solo ed esclusivamente a Clusone. Per raggiungere il parcheggio seguite questo link: http://bit.ly/KzUIBG .

Prima della partenza verrà allestita una Colazione Resistente in località Conca Verde. La marcia durerà circa un’ora e mezza, in modo da raggiungere i 1230 metri del colle di Blum verso le 11:30. Qui dalle 12:00 esecuzioni popolari e politiche, goliardiche e senza filtro con I PECCATORI, combo irriverente di musici e cantori. Interverrà Rosa Piro, madre di Davide “Dax” Cesare, militante antifascista ucciso a Milano nel 2003. E a seguire… pranzo sociale: in alto i calici per brindare alla Resistenza Partigiana! La discesa è prevista per le 15:30. Per la marcia è consigliato un abbigliamento adatto… e non scordate il pranzo al sacco! Rispettate la montagna: lasciate pulito il bosco! Portate a casa i vostri rifiuti! In caso di maltempo la marcia sarà rimandata! Per ogni ulteriore informazione contattateci alla casella mail ribellidellamontagna@inventati.org. i Ribelli della Montagna

IL RADUNO Rovetta è un piccolo paese della provincia bergamasca: 4000 anime ai piedi della Presolana, in alta Val Seriana. Dal 1986, ogni anno simpatizzanti e nostalgici camerati provenienti da tutta Italia si riuniscono nel piccolo cimitero del paese per commemorare i miliziani della RSI della Legione Tagliamento fucilati dai partigiani, in quello che nel corso degli anni è diventato uno dei maggiori raduni nazifascisti in Italia. E come ogni anno si ritroveranno, il 27 Maggio 2012, in una parata di effigi naziste, teste rasate, saluti romani e inni al Duce; il tutto alla luce del sole, tra il silenzio-assenso delle istituzioni e la benedizione del loro prete in camicia nera: Padre Tam. Ȉ proprio questa che si ritrova a Rovetta ogni anno quell’Italia che vuole oltraggiare la memoria di chi ha lottato per la liberazione della nostra terra dalla follia fascista, celebrando come martire una delle più feroci ed efferate squadracce del periodo più buio della storia del nostro Paese. Quest’anno però non ci si limiterà a ricordare solo i fatti che servono a giustificare l’illegalità delle loro azioni e dei loro valori. Quest’anno la Storia dei fatti che si svolsero a Rovetta quel 28 Aprile del 1948 verrà ricordata con degli Appunti di Resistenza (che trovate nei links), nei quali troverete i protagonisti di allora e di oggi. L’obiettivo di questo lavoro è quello di mostrare il vero volto che si cela dietro il raduno di Rovetta: un bieco tentativo di mistificazione storica che vuole stravolgere la realtà dei fatti, ma teme di mostrarsi per ciò che in realtà è, nascondendosi dietro l’apparenza del semplice ricordo di vecchi amici scomparsi. Quest’anno prima della loro commemorazione si terranno una serie di incontri – dei Percorsi di Resistenza – nei paesi che questa liberazione l’hanno vissuta sulla propria pelle in quei giorni: incontri per non dimenticare, per non farci ingannare, per alzare fiero il nostro grido di Libertà!

I RIBELLI DELLA MONTAGNA Il percorso dei Ribelli della Montagna nasce da molto lontano. I Ribelli della Montagna sono un gruppo eterogeneo di persone che operano in realtà molto diverse tra di loro. I Ribelli della Montagna vengono da Rovetta ma non solo, vengono da realtà limitrofe e anche lontane e sanno quanto è difficile a volte relazionarsi e “farsi accettare” (o forse farsi capire) dalla “gente della valle”. Gente che ha paura o che semplicemente non vuole che nessun estraneo vada “in casa loro”. Gente che teme questi Ribelli esattamente come teme quei fascisti che ogni anno invadono il loro cimitero. Gente che non sa, non ricorda, oppure sa ma non vuole ricordare. L’obiettivo principale del percorso dei Ribelli della Montagna è proprio quello di farsi ascoltare, di dare modo a questa gente di ricordare, di capire, di scegliersi una parte e, nel caso, poter dire la propria, di poter dire, magari “no, voi a Rovetta non potete entrare”. I Ribelli della Montagna hanno l’umiltà però di sapere quanto questo possa essere difficile. Il non essere radicati nel territorio, l’essere sempre e solo un estraneo qualunque, come loro, è la loro debolezza, ma anche la loro forza. La consapevolezza di non doversi nascondere, del poter stare a testa alta ed agire sempre, alla luce del sole.

IL DOSSIER L’idea del dossier nasce dall’esigenza di rompere la coltre di indifferenza e disinformazione che circonda il raduno di Rovetta. In poche pagine si è tentato di dare una descrizione il più possibile fedele ed oggettiva di cosa succeda realmente a Rovetta ogni ultima domenica di Maggio da più di vent’anni. Abbiamo già detto come il raduno sia molto di più di una semplice commemorazione, ma peccheremmo di superficialità se ci fermassimo unicamente alla sua descrizione come di una “semplice” parata di apologi del nazifascismo. Il raduno di Rovetta è un laboratorio politico, una scuola di formazione delle nuove generazioni: i vecchi repubblichini vedono nei giovani camerati coloro che possono raccogliere la bandiera della RSI e portare avanti i “valori” che li hanno animati mentre collaboravano con i nazisti tedeschi. Per fare questo in tutta tranquillità hanno bisogno di nascondere la vera natura della commemorazione: negli anni sono stati in grado di far passare la versione secondo cui il raduno non sarebbe altro che una pacifica riunione di anziani signori venuti a ricordare i propri amici caduti in guerra. La diffusione di questa visione distorta è stata aiutata anche dal fatto che le istituzioni preposte ad intervenire sia politicamente che penalmente di fronte ad una palese apologia di fascismo hanno preferito lasciare correre, considerando il raduno come il “minore dei mali”. Una contrapposizione, secondo loro, avrebbe portato più problemi che altro. Ȉ anche grazie a questo atteggiamento che negli ultimi anni al raduno di Rovetta partecipano sempre più persone, e sempre più giovani. In contemporanea con la falsificazione della vera natura del raduno viene propagandata una memoria distorta dei fatti di Rovetta: la fucilazione dei repubblichini non è più un atto di guerra, ma una vendetta sanguinosa e barbara operata da feroci partigiani a guerra finita. Anche quest’opera di disinformazione è strumentale ad ottenere agibilità politica per il raduno. Agibilità politica data a revisionisti, storici autoproclamatasi tali da case editrici e mezzi di informazione e politici compiacenti, che ha permesso di far sedimentare la distorsione della memoria fino a farla diventare vulgata corrente. Il successo di questa campagna di disinformazione è dovuto al fatto che essa è inserita in una più vasta opera revisionista tesa ad attaccare la Resistenza mettendone in primo piano singoli fatti decontestualizzati, perdendone l’impianto complessivo: una popolazione che si è ribellata alla dittatura e di cui si celebrano le gesta ogni 25 Aprile, viene ridotta a pochi manipoli di banditi sanguinari. Grazie alla distorsione della verità storica gli organizzatori del raduno di Rovetta hanno potuto agire indisturbati e far inserire il paese della Valle Seriana nell’elenco dei luoghi di rilevanza nazionale per i nazifascisti. Le pagine che leggerete hanno lo scopo di servire da stimolo affinchè il raduno di Rovetta non sia più l’occasione perchè si faccia apologia e propaganda del nazifascismo. Se da queste pagine nascerà una mobilitazione in grado di impedire che ciò avvenga, sarà il segnale che si è pronti a rispondere alle spinte autoritarie che in questo periodo di crisi economica iniziano a fare capolino in Europa, dall’Ungheria alla Francia, passando per la Germania e l’Inghilterra, fino ai singoli atti di terrorismo eversivo di stampo nazionalista, come gli attentati e l’omicidio di massa ad opera di Breivik in Norvegia. 1200 copie del dossier sono state realizzate e distribuite (con un dvd in allegato) in tutte le cassette postali del territorio del comune della Val Seriana. Due giorni dopo a Clusone è andato in scena lo spettacolo Mai Morti, con Bebo Storti, al teatro Tomasini e la partecipazione (e l’interesse per il lavoro su Rovetta) è stata molto alta. La notte successiva qualcuno ha esposto degli striscioni minacciosi nel paese e a Lovere, paese sul Lago d’Iseo a 10 km da Rovetta, delle targhe di Partigiani e vittime della Tagliamento sono state incendiate (vedi rassegna stampa).

I PROSSIMI INCONTRI Domenica 27 Maggio alle ore 9 (ritrovo dalle ore 8.00 nel piazzale ex cinema Mirage di Clusone) Marcia partigiana sui sentieri del Monte Blum Sarà attivo il servizio bus navetta da Bergamo e dal parcheggio di Clusone per il luogo della partenza a Rovetta. Da qui inizierà la camminata fino alla cima del Monte Blum: in poco tempo raggiungeremo la vetta dove si terranno una serie di iniziative di sensibilizzazione, con musica, cibo e racconti partigiani! In caso di maltempo la Marcia verrà rimandata.

LA MARCIA PARTIGIANA Il 27 Maggio i Ribelli della Montagna organizzano una Marcia Partigiana sui sentieri del Monte Blum. Ȉ l’ultimo passo dei Percorsi di Resistenza. Una Marcia come punto finale di un lavoro di sensibilizzazione e informazione sul raduno nazifascista che si svolge ogni anno a Rovetta: proprio nel giorno della marcia centinaia di nazifascisti si ritroveranno nel cimitero del paese per celebrare le “gesta” dei repubblichini della legione Tagliamento. Gesta, le loro, che includono torture, incendi di interi paesi della Val Seriana, omicidi e deportazioni. Una Marcia per ripercorrere i percorsi di chi ha liberato questo paese dal nazifascismo, perchè ogni passo renda più viva e attuale la memoria di chi è stato in grado di ribellarsi all’autoritarismo. Il percorso: tempo andata ore 1,40 – Ritorno ore 1,15. Si percorre la strada carreggiabile (praticabile con automezzi fuoristrada) che da Rovetta sale in direzione nord. Continuando per il vallone boscoso, ci si porta al di sopra di Gratarolo dove la strada continua a mezza costa, lasciando a destra il bivio per Paré (ore 0,50). Usciti dal bosco, si raggiunge, dopo alcuni tornanti, il colle di Blum (m. 1230 ca.); qui si può salire più direttamente per il sentiero del Bot, che dai prati di Zenier raggiunge la carrozzabile oltre la Cascina Bianca (Itin. 2 -2a). In pochi minuti, per pascoli, si raggiunge l’ampia cima di Blum (m. 1297), ottimo punto panoramico sull’ Altipiano e sulla Val Borlezza (ore 0,50 – in totale ore 1,40). Caratteristiche tecniche: Tempo richiesto: 3 ore circa. Dislivello da superare: 600-650 m circa. Difficoltà : T-E. Pericoli: nessuno, occorre solo attenzione nella discesa della mulattiera della Val Serraia in caso di terreno umido. Riparo in caso di maltempo: alcune baite lungo il percorso e in località Blum. Preparazione fisica richiesta: buona. Consigliata dagli 8 anni in su. Tipo di substrato: calcareo. Il Monte Blum è “la montagna” di Rovetta: e non potrebbe essere altrimenti, visto che il paese è sorto proprio ai suoi piedi. In qualunque punto di Rovetta ci si trovi è infatti sufficiente alzare gli occhi al cielo per vederne la cima. Meta fra le più frequentate dagli escursionisti rovettesi, in quanto palestra ideale per le prime uscite di stagione o per un’abitudinaria passeggiata in montagna, essa è molto apprezzata anche dai numerosi turisti della zona. Per salire al Blum si possono seguire numerosi sentieri che si intrecciano lungo tutto il monte, costellato da diverse cascine ancor oggi saltuariamente abitate. C’è però una strada montana, percorribile anche con fuoristrada, che rappresenta la via più utilizzata. Questa alterna tratti abbastanza impegnativi con altri quasi pianeggianti, così da consentire anche all’escursionista poco allenato di salire senza eccessivi sforzi. Il primo tratto si snoda lungo un vallone boscoso; da qui si prosegue a mezza costa, con tratti molto dolci che lentamente portano fuori dal bosco. Con un paio di tornanti si giunge ai piedi della cappella degli Alpini. Da qui il panorama è eccezionale: a sud lo sguardo può spaziare su tutto l’altopiano che da Clusone sale fino al Passo della Presolana, oppure spingersi lungo la Valle Borlezza fino al Lago Sebino.

LE ADESIONI

All’iniziativa “Se anche stanotte durasse cent’anni” hanno aderito: Comitato Amici della Piazza – Cividate al Piano Collettivo Tanaliberatutt* – Treviglio csa Pacì Paciana – Bergamo cs 28 Maggio – Rovato Giovani Comunisti – Bergamo Kag – Pisogne Partigiani in ogni quartiere – Milano Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo Radio Onda d’Urto Vallecamonica Rete Antifascista Bresciana Zam – Milano Spazio Underground – Bergamo Reality Shock – Padova Anpi – Sarzana Osservatorio sulla repressione

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