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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 21, 2017

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(04.03.12) TAV: ALCUNE CONSIDERAZIONI

Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo, risponde a Matteo Oriani, consigliere Pdl  (cfr. Bergamonews.it 03.03. 12: qui)

Le grandi opere sono devastanti per i territori, per l’ambiente, per la legalità e per la democrazia. In Italia si trasformano rapidamente in colossali opportunità di infiltrazione della criminalità organizzata che collude con la politica. L’esempio più evidente in Lombardia è la l’autostrada Brebemi.

L’impatto ambientale che producono aggredisce la natura e, molto spesso, non risolve i problemi di traffico e di inquinamento delle nostre terre. L’esempio più evidente in provincia di Bergamo è la strada Bergamo-Treviglio che, insieme alla Brebemi, inutile doppione della A4, acuirà i problemi viabilistici attraverso una ulteriore ricaduta negativa sulle comunità locali.

Matteo Oriani nel suo contributo non ne azzecca una. La Tav in Piemonte serve solo ai grandi costruttori di opere sedicenti pubbliche che riempiono le tasche delle grandi multinazionali private. La linea ferroviaria verso la Francia c’è già ma è utilizzata solo per il 25% delle sue potenzialità. Quella esistente è una linea internazionale a doppio binario dove già passa il Tgv che collega Milano con Parigi, via Torino e Lione.

Di fronte a un’opera che costa attorno ai 20 miliardi di euro, qualsiasi altra azione di miglioramento della linea storica risulta essere più vantaggiosa per le casse statali. Infine, secondo gli studi di alcune università (California, Siena, Napoli e un istituto di ricerca svedese) i treni ad alta velocità con una importante componente di tunnel richiedono una quantità di energia così imponente in fase di costruzione da vanificare ogni vantaggio del passaggio dalla gomma alle rotaie. Insomma è una cura peggiore del male.

Ma ciò che mi preoccupa maggiormente nell’intervento del consigliere Oriani è un ostentato disprezzo per chi manifesta democraticamente per difendere il proprio territorio dalla devastazione viabilistica. Disprezzo che non riguarda solo i piemontesi , ma anche tutti i bergamaschi e i lombardi che liberamente scendono nelle piazze dei rispettivi luoghi di residenza per protestare contro l’aggressione militare verso i cittadini della Valdisusa (migliaia, giovani e tantissimi anziani) che pacificamente si oppongono alla Tav. E che scendono in piazza per protestare contro le grandi opere lombarde, Brebemi, Bergamo-Treviglio o contro lo sviluppo incontrollato dell’aeroporto di Orio.

Un disprezzo verso i cittadini bergamaschi che ogni giorno si impegnano per migliorare le condizioni ambientali dei rispettivi territori, lottando contro discariche e opere, come i grandi centri commerciali, che usano il suolo di tutti per garantire il profitto di pochi.

Caro Matteo, l’unione reale tra i popoli la si costruisce non attraverso il gigantismo affaristico delle grandi opere, ma attraverso il rispetto della democrazia, di quello che i cittadini desiderano per migliorare la loro qualità della vita: un ambiente più sano, il rispetto reciproco, l’attenzione alla salute, la condivisione delle scelte che riguardano la polis

Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo (Prc, Pdci, Sel)

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