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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 25, 2017

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(29.02.12) Valsusa. Il governo anche con i No Tav parla con lingua biforcuta. Il Prc con i sindaci “Fermare i lavori”

Sgomberi e cariche sull’autostrada, automobili dei no tav incendiate, criminalizzazione e veleno mediatico. Il movimento non si farà piegare!

«Il governo parla con lingua biforcuta – sintetizza Ezio Locatelli, segretario provinciale del Prc – fds di Torino da poco tornato dalla Val di Susa – Da una parte il ministro Cancellieri invita al dialogo contemporaneamente prosegue una assurda politica di repressione e di militarizzazione del territorio. Per quello che ho potuto vedere, i cittadini e le cittadine della Valle e chi si è unito a loro per solidarietà sono sempre più determinati. La repressione rischia di esasperare la situazione invece di portare a soluzioni e lo Stato sta compiendo scelte irresponsabili di fronte a intere comunità. A fare i blocchi ci sono anziani, donne, bambini, ci sono paesi interi, altro che minoranze di estremiste».

Le parole di Locatelli fanno riferimento a quanto accaduto ieri, sono state bruciate le automobili di alcuni attivisti No Tav nell’ennesimo atto di intimidazione, ma anche a quello che è accaduto nel tardo pomeriggio di oggi, quando le forze dell’ordine hanno deciso di sgomberare i blocchi stradali che ostruivano l’A32 nel tratto Torino – Bardonecchia. Sono arrivati con le ruspe per togliere i tronchi con cui erano state realizzate le barricate, e dietro gli agenti con gli idranti e i lacrimogeni (un idrante ha ferito anche un redattore di Repubblica.it ) e poi hanno caricato. In molti sono fuggiti disperdendosi nelle campagne, un gruppo nutrito, forse un centinaio si sono sdraiati sul manto autostradale opponendo resistenza passiva e sono stati trascinati via dopo essere stati identificati. I No Tav hanno chiesto aiuto da Chianocco e chiamato tutte le persone disponibili a raggiungere le località utilizzando le strade statali. Alle 18 le forze dell’ordine hanno bloccato la statale all’altezza di Cascina Roland, la ss 25 è intasata dal traffico e quindi i militanti hanno utilizzato le vecchie strade.

Tutto quanto accaduto in giornata è come al solito al centro di diverse versioni. Gli operatori del Corriere Tv hanno dichiarato di essere stati aggrediti, malmenati e costretti alla fuga dai manifestanti, questi respingono con forza la ricostruzione raccontando di aver soltanto aspramente criticato le modalità con cui il quotidiano on line stava raccontando i fatti. Il riferimento inevitabile era al video delle polemiche riguardante il manifestante che apostrofava un agente. Pochi risultati anche dall’incontro fra i sindaci della Valle ed il Prefetto. I sindaci hanno chiesto al prefetto di sospendere le operazioni di esproprio, di fermare i lavori e di avere un incontro con il governo. Il prefetto ha dichiarato di non avere l’autorità per sospendere le operazioni ma che si sta adoperando per un interlocuzione con l’esecutivo ma che l’opera dovrà essere comunque realizzata.

Il ministro dell’interno Cancellieri, pur parlando di dialogo ha ribadito che:«Si tratta di un opera talmente importante per la nazione e per le generazioni future che non è ripensabile l’impegno preso per la sua realizzazione». Un dialogo pressoché impossibile insomma, intanto i sindaci, come il movimento, hanno deciso di ricorrere al Tar contestando l’illegittimità degli espropri. La politica in tale frangente non brilla in lungimiranza, se si eccettuano le prese di posizione in primis delle forze della Fds, dei Verdi e ora anche di SEL. Da una parte l’ex ministro Maroni invoca l’utilizzo dell’esercito per porre fine al dissenso, mostrando appieno quanto sia interessato all’autonomia e al federalismo della sua immaginaria padania, dall’altra il sindaco di Torino, Piero Fassino, evoca anni bui e lo spettro del terrorismo non vedendo, o peggio, non volendo vedere che avrà a che fare con interi territori. I quotidiani contribuiscono, con titoli diversi nello stile ma omologhi, Manifesto a parte, nella sostanza. Vere e proprie dichiarazioni di guerra ai No Tav che invece non solo resistono ma stanno cercando di ampliare il proprio consenso. «Sbaglia Fassino – chiosa Locatelli – Sbaglia perché non intende rapportarsi con cittadini che non vogliono trovarsi espropriati del loro bene supremo, la terra e la dignità».«Condivido pienamente l’appello del Presidente della Comunità Montana Plano sulla sospensione dei lavori della TAV così come l’invito al pieno rispetto dei giornalisti per garantire la libertà di stampa e il contemporaneo invito ai giornalisti a praticare una informazione più corretta sulla Valle di Susa.

Ha dichiarato Paolo Ferrero segretario del Prc – Invece di continuare a ordinare cariche alla polizia, il governo ha il dovere di aprire un confronto con la popolazione della Val di Susa e con i suoi rappresentanti, al fine di determinare quel dialogo che sin qui è stato impossibile a causa della totale e cieca ottusità dei governi che hanno sempre considerato la Val di Susa un problema di ordine pubblico. Il problema posto dalla popolazione valsusina è un problema politico e come tale deve essere trattato in un paese civile. Come ho ribadito più volte la proposta di mediazione esiste già ed è l’utilizzo della linea ferroviaria internazionale ammodernata per spostare il trasporto merci dall’autostrada alla ferrovia e per garantire il traffico dei treni passeggeri ad alta velocità».

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