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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 21, 2017

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(27.02.12) Porta Sud: occasione per realizzare un modello di città sostenibile

Intervento di Paolo d’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo (Prc, Pdci, Sd)

Sono passati circa otto anni dalla costituzione della Società Porta Sud composta dal Comune di Bergamo, Camera di Commercio e Ferrovie dello Stato. Il progetto originario, fondato sul recupero dello scalo merci ferroviario e attestato a 350 mila metri cubi, è stato poi ampliato in dimensione territoriale e in volumetria, toccando oltre un milione di metri cubi.

Gli impegni assunti nel 2004 all’atto della costituzione sono completamenti saltati.

La società si era posta alcuni obiettivi strategici: recupero urbano dello scalo merci, rimozione del degrado a sud dei binari, costruzione di un polo intermodale per il trasporto su ferro e su gomma.

Nella contingenza economica attualmente delineatasi, appare evidente che il progetto originario di Porta sud è destinato ad esaurirsi.

Questo, caratterizzato dal solito gigantismo urbanistico, non ha acquisito la necessaria flessibilità per essere impostato concretamente. La volumetria appare eccessiva e fuori scala. Si finirebbe con l’appesantire il traffico, anziché snellirlo. Nel progetto vigente si configura una maglia infrastrutturale costituita da imponenti volumetrie con la presenza di insufficienti spazi di verde pubblico fruibile e di una dotazione di trasporti pubblici su ferro inidonei alla risoluzione del problema del traffico. Non è chiarito in modo convincente il rapporto tra sviluppo urbanistico, densificazione abitativa e tradizionale insediamento di attività direzionali. Infine, è carente la programmazione di un diverso collegamento tra città esistente e territori provinciali.

COSA SI PUO’ FARE ORA? Proviamo a fornire qualche indicazione sintetica.

Oggi è possibile costruire un nuovo piano con rinnovate coerenze tra aspetti economici, urbanistici, ambientali e viabilistici.

Il progetto Porta sud va ripensato radicalmente nell’ottica del contesto economico della crisi e dell’emergenza ambientale. Può cioè diventare occasione di proposizione di un nuovo modello di città sostenibile.

Diverrebbe così operazione destinata ad offrire opportunità importanti per il territorio bergamasco. Ne cito solo alcune: a) togliere dal degrado un pezzo importante di città; b) costituire un polo intermodale di grande valore; c) proporre un modello di città sostenibile.

Città sostenibile per l’uso delle energie rinnovabili, per un nuovo modello di mobilità, per la realizzazione di abitazioni e uffici a basso o nullo consumo.

Perché non pensare alla costituzione di un parco arboreo nell’area del sedime ferroviario dismesso: un “Central Park” bergamasco intorno al nodo di scambio dei mezzi di trasporto pubblico in arrivo e in partenza dalla città.

Poi si dovrà alleggerire la società restituendo agli uffici pubblici la titolarità delle incombenze urbanistiche. Questo vuol dire non creare doppioni e chiudere rapporti di consulenza che in questi anni hanno inciso pesantemente sui bilanci in rosso.

Il futuro penso vada in questa direzione:

* governare con scelte che tengano conto dell’esigenza prioritaria di migliorare la qualità ecologica della vita dei cittadini, mettendo in secondo piano le pulsioni speculative sempre incombenti. (Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo : Prc, Pdci, Sd)

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