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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 25, 2017

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(10.01.12) Bergamo. Fascisti scatenati nel giorno delle Foibe. Ma le forze dell’ordine caricano gli antifascisti

Come prevedibile la fiaccolata di Casa Pound a Bergamo in occasione della giornata del 10 febbraio 2012 “Giorno del Ricordo” si è risolta in una plateale provocazione contro la città e le forze democratiche.

Infatti il responsabile di Casa Pound di Bergamo ha pubblicamente rivendicato la sua libertà di manifestare in quanto fascista.

Ora l’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale, comma primo, della Costituzione”), anche detta Legge Scelba, che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Quindi c’è da interrogarsi come sia stato possibile dopo le dichiarazioni pubbliche di casa Pound per il prefetto e il ministero degli Interni autorizzare una manifestazione di chiaro stampo fascista, contro le leggi e la stessa costituzione. Che poi le forze dell’ordine, della Repubblica nata dalla Resistenza, presenti in massa abbiano difeso i fascisti e caricato gli antifascisti presenti a difesa del dettato costituzionale, è un fatto di una gravità inaudita.

Nelle stesse ore pare che esponenti di Forza Nuova, un’altra organizzazione neo-fascista, abbiano occupato la caserma Montelungo, ribattezzata per l’occasione da loro “Domus Dalmatie”.

In questo caso le solerti forze dell’ordine, troppo occupate evidentemente a caricare i cittadini antifascisti, non sono nemmeno intervenute.

Va ricordato che la brigata Legnano, che aveva sede in questa caserma, era uno dei reparti di punta dell’esercito cobelligerante che ha combattuto con gli alleati contro i nazisti e i fascisti. La caserma è infatti intitolata alla battaglia di Montelungo, la prima in cui l’esercito legittimo Italiano si è scontrato con i paracadutisti nazisti tedeschi e i repubblichini fascisti italiani, pagando un doloroso tributo di sangue.

Il cambio di intitolazione appare quindi un atto gravissimo, più della stessa occupazione illegittima. Si tratta infatti di un palese ulteriore tentativo di cancellare e riscrivere a proprio piacimento la storia.

Episodi come questi a Bergamo sono peraltro in linea con quanto avvenuto il 10 febbraio a Milano, quando 15 esponenti di Forza Nuova con viso coperto da maschere e passamontagna hanno fatto irruzione nella sala polifunzionale del Comune di Milano “SeiCentro” in Via Savona 99 dove è in esposizione, a cura della Fondazione Memoria della Deportazione, la Mostra “Fascismo foibe esodo. La tragedia del confine orientale”, tentando di imbrattare i cartelloni, lanciare volantini firmati Fforza Nuova, urlare contro i cittadini in sala.

Appare sempre più evidente che la verità storica dà fastidio ai novelli fascisti, e in particolare proprio la verità del Giorno del Ricordo , ancor più infastidisce chi da sempre confonde, infanga, inquina, revisiona, fatti e azioni che sono la nostra storia.

Infatti come dimostrano questi episodi è proprio utilizzando questa giornata che più forte diventa il tentativo di riscrivere a proprio piacimento la storia deformando la realtà e cancellando le responsabilità del regime fascista che invase proditoriamente i paesi balcanici a puro scopo di rapina e sfruttamento attuando terribili eccidi e misfatti.

Bergamo non può accettare questa presenza di organizzazioni nazi-fasciste, ancora una volta la nostra risposta a questi arnesi del passato deve essere democratica, civile.

Dobbiamo agire raccontando la verità, portando cultura e chiedendo alle Istituzioni e cittadini tutti, vigilanza e negazione di qualsiasi spazio al fascismo e al razzismo. (Bergamo, 11.02.12, il segretario provinciale Francesco Macario)

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