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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 16, 2017

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(29.01.2012) CARAVAGGIO. RACCOLTA FIRME LEGGE PER IL DIRITTO DI CITTADINANZA PER I MIGRANTI. CAMPAGNA “L’ITALIA SONO ANCH’IO”

RACCOLTA FIRME PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER IL DIRITTO DI CITTADINANZA PER I MIGRANTI RESIDENTI IN ITALIA. Domenica 29 Gennaio, ore 9-12, Piazza della chiesa, CARAVAGGIO.

A cura di: Rifondazione Comunista, Lista civica “Sinistra per Caravaggio”. Per info: 3387603110 (Giovanna Magni)

DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA  POPOLARE PER I DIRITTI DI CITTADINANZA

Perchè facciamo la campagna per il diritto di cittadinanza? Thomas è nato a Roma. E’ figlio di Consuelo e Victor, arrivati dal Paraguay, lei colf a ore, lui portiere di un condominio; ogni tanto devono rinnovare il permesso di soggiorno, ma lavorano e si trovano bene. Thomas, 11 anni, fa la quinta elementare, parla italiano romanesco, gioca a calcio sul campetto con la maglia di Totti; è uguale in tutto ai suoi compagni italiani ma non è cittadino italiano. Potrà chiedere di diventarlo quando avrà 18 anni, dopo avere dimostrato di essere vissuto regolarmente e ininterrottamente in Italia.

Bambini stranieri, accolti o nati e cresciuti in Italia, vanno a scuola, hanno amici, si sentono ma non sono italiani.

Vita complicata anche nel pratico (rinnovo periodico del permesso di soggiorno; impossibilità di viaggiare durante la fase di rinnovo; impossibilità di iscriversi agli sport agonistici, di partecipare a periodi di studi all’estero; la mancanza di cittadinanza impedisce l’accesso a lavori e mestieri…).

Gli stranieri residenti in Italia sono 4.570.317 (il 7,9% della popolazione). 1.010.675 sono minori. 650.720 sono nati in Italia. 711.064 sono gli alunni e studenti di cittadinanza non italiana (anno   2011).

Sottoscrivi per

1  >> Una Legge che riformi le norme sulla cittadinanza basandola sul senso di appartenenza a una comunità, determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro, di vita. Per la cittadinanza ai figli degli stranieri nati e cresciuti in Italia.

L’Italia è un paese in cui i lavoratori stranieri sono impegnati da anni nelle aziende, nelle famiglie e nelle comunità locali. Contribuiscono alla crescita sociale ed economica, pagano le tasse, ma non possono scegliere chi deve amministrare la città in cui vivono. Ci ritroviamo in una democrazia “incompleta”.

La Convenzione di Strasburgo, che l’Italia deve ratificare, prevede che essi possano votare. E così già oggi avviene in molti paesi europei.  Occorre rendere concreto anche per loro il principio di “uguaglianza”, scritto nell’art. 3 della nostra Costituzione, rimuovendo gli ostacoli che lo impediscono.      

2   >> Una Legge che riconosca ai migranti regolari, residenti da 5 anni, il diritto di votare e di essere eletti nelle elezioni amministrative comunali, provinciali, regionali. E’ uno strumento di partecipazione alla vita politica e amministrativa, un esercizio di responsabilità sociale e politica, quindi di integrazione.

Promotori della campagna: ACLI, ARCI, CARITAS, CGIL, COORDINAMENTO NAZIONALE COMUNITA’ DI ACCOGLIENZA, COMUNI DI REGGIO EMILIA E DI PARMA, COORDINAMENTO ENTI LOCALI PER LA PACE, ASSO PACE, PAX CRISTI, FEDERAZIONE CHIESE EVANGELICHE, FONDAZIONE MIGRANTES, LIBERA, TAVOLA DELLA PACE, BEATI I COSTRUTTORI DI PACE, EMMAUS, G2 SECONDE GENERAZIONI, SINDACATO EMIGRATI IMMIGRATI…

  PROPOSTA DI LEGGE SULLA CITTADINANZA

 I principi essenziali che ispirano la proposta di legge sono:  1)  facilitare e incrementare l’acquisizione della cittadinanza come strumento di effettiva integrazione nella società, presupposto per il godimento pieno dei diritti e l’adempimento dei doveri.  2)  l’acquisizione della cittadinanza, legata alla permanenza sul suolo e non alla discendenza di sangue, non costituisce un privilegio da elargire a discrezione dopo un tortuoso percorso burocratico, ma è un diritto soggettivo, naturale coronamento della legittima aspirazione del richiedente a un inserimento pieno nella vita della comunità e della città, a seguito di un soggiorno legale sul territorio di durata ragionevole.  3)  la previsione di ampie possibilità di acquisizione della cittadinanza per i minori presenti sul territorio e di una semplificazione dei requisiti e delle procedure per l’ottenimento.

La proposta di legge prevede che è o diventa cittadino italiano :

1)  chi è nato in Italia da genitori stranieri, purchè questi ne facciano richiesta e uno di loro sia legalmente   soggiornante in Italia da almeno un anno.

2)   chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia

3)  i minori stranieri nati in Italia, o entrati in Italia entro il decimo anno di età, che vi abbiano soggiornato legalmente, diventano cittadini italiani al raggiungimento della maggiore età, facendone richiesta entro due anni;

4)  i minori figli di genitori stranieri, su richiesta degli stessi genitori, a condizione che abbiano frequentato la scuola primaria o secondaria, o una scuola professionale. Alle stesse condizioni, potranno essi stessi farne richiesta entro due anni dal raggiungimento della maggiore età.

5)  lo/a sposo/a straniero/a di un/a cittadino/a italiano/a quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno sei mesi in Italia. Dopo tre anni se risiede all’estero;

6)  lo straniero residente in Italia da almeno 5 anni (3 per i cittadini di uno stato europeo o i rifugiati) che ha i requisiti di reddito previsti  per il permesso di lungo soggiorno CE.

Secondo l’attuale Legge n° 91/92 sulla cittadinanza, è cittadino italiano chi è nato da cittadini italiani, o da cittadini stranieri divenuti italiani; oppure chi è nato da cittadini stranieri residenti in Italia, ma solo se lo richiede compiuto il diciottesimo anno, fa parte del nucleo familiare di origine e risulta ininterrottamente e regolarmente residente sul suolo italiano. E ancora acquista la cittadinanza italiana lo straniero/a che, dopo aver sposato un/a cittadino/a italiano/a, risieda da due anni in Italia. La cittadinanza può essere concessa anche dopo 10 anni di residenza ininterrotta sul territorio nazionale.

L’accesso alla cittadinanza avviene quindi attualmente nella maggior parte dei casi per discendenza di sangue, con modalità quanto mai ristrette e dopo un lungo percorso burocratico. Questo meccanismo è di ostacolo al pieno inserimento nella vita sociale e civile delle persone di origine straniera che vivono regolarmente e lavorano nelle comunità locali, ne limita il godimento pieno dei diritti fondamentali che si deve accompagnare all’adempimento dei doveri.

PROPOSTA DI LEGGE PER LA PARTECIPAZIONE POLITICA E AMMINISTRATIVA E PER IL DIRITTO DI VOTO

 Essa riprende la proposta elaborata in precedenza dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e afferma come “principio fondamentale” e “principio dell’ordinamento della Repubblica” , quindi non derogabile, che la partecipazione alla vita politica e alle attività di pubblica amministrazione è assicurata a tutti, senza discriminazioni operate in base a cittadinanza o nazionalità (art. 1)

Garantisce a chi non è cittadino italiano il diritto di eleggere e di essere eletti nelle elezioni comunali, provinciali, regionali e delle città metropolitane, quando ha maturato 5 anni di soggiorno regolare in Italia. Gli statuti e i regolamenti degli enti locali disciplinano altre forme di partecipazione degli stranieri alla vita politica e amministrativa. (art. 2 e 3)

Sono fatte salve norme più favorevoli per i cittadini europei, per i quali è già previsto il diritto di voto, diritto previsto anche per i cittadini italiani residenti all’estero, anche se mai hanno messo piede in Italia. (art. 4)

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