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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 15, 2018

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(14.01.12) Brebemi: rompere nettamente con chi non garantisce trasparenza

Comunicato stampa di Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo (Prc,Pdci,Sd)

La Provincia di Bergamo deve agire con risolutezza sulla vicenda Locatelli spa: si deliberi l’istituzione di una Commissione speciale che verifichi la regolarità delle opere e delle attività dell’impresa Locatelli in provincia di Bergamo. Questo chiede Sinistra per Bergamo con una interpellanza da discutere nel consiglio provinciale di lunedì.

Non basta dire che le procedure sottoposte alla responsabilità della Provincia, relativamente alle attività di trattamento dei rifiuti, sono state espletate correttamente.

Più controlli, ispezioni, verifiche sulle condizioni di sicurezza ambientale e sulla regolarità delle attività di cavazione e smaltimento dei rifiuti nelle opere stradali sono il primo atto amministrativo da concretizzare.

In seguito, si deve rapidamente procedere alla messa in sicurezza e alla bonifica delle eventuali irregolarità operate, per limitare la cessione di sostanze tossiche al suolo e il rischio di avvelenamento delle falde acquifere.

Ma poi viene la politica: e qui la strada da percorrere è quella di rompere, nettamente, con chi nel mondo dell’economia bergamasca non garantisce la necessaria trasparenza operativa in alcuni delicati settori dell’edilizia e movimentazione terra. Una Commissione speciale può favorire la realizzazione di questi obiettivi.

Segue testo dell’interpellanza al Consiglio provinciale

Al Presidente del Consiglio provinciale di Bergamo

Oggetto: interpellanza

Il sottoscritto consigliere provinciale del gruppo Sinistra per Bergamo ai sensi dell’art.33 del regolamento del Consiglio provinciale

constatato che

• l’inchiesta della Direzione Nazionale Antimafia di Brescia e della Procura bresciana ha portato a numerosi arresti con l’accusa di corruzione e traffico illecito di rifiuti, anche inquinanti, conferiti, senza essere sottoposti ai trattamenti previsti dalle norme vigenti e in deroga ai contratti di appalto, nei cantieri dell’autostrada Bre.Be.Mi. e utilizzati a sottofondo del sedime stradale;

• si sospetta l’utilizzo, come sottofondo stradale, di scorie contenenti cromo, sostanza “altamente tossica e cancerogena” ( inchiesta Gip);

• le aree dei cantieri dell’autostrada in costruzione poste sotto sequestro riguardano il tratto del territorio provinciale che va dal fiume Oglio al Milanese (i cantieri di Cassano e Fara Olivana) ;

preso atto che

- l’impresa coinvolta nell’inchiesta giudiziaria ha operato frequentemente per conto della Provincia di Bergamo;

- tale impresa ha un ruolo rilevante nel piano cave di Bergamo: direttamente o tramite società partecipate, ha il diritto a scavare 5,8 milioni di metri cubi più 3,5 milioni di riserve (su un totale di 57 milioni di metri cubi);

interpella la S.V.

per conoscere:

- quali misure ha assunto – o intende assumere – la Provincia di Bergamo (in collaborazione con la Regione Lombardia) per garantire la tutela dell’ambiente nei territori che hanno subito l’azione criminosa su cui la Magistratura sta indagando;

- quali controlli, ispezioni e verifiche la Provincia intende intraprendere per porre rimedio agli eventuali comportamenti delittuosi determinatisi e per favorire la messa in sicurezza e la bonifica del suolo e delle falde sottostanti;

 

- se la Provincia intenda attivarsi per una verifica globale delle condizioni di sicurezza ambientale e di regolarità nelle attività di cavazione, di smaltimento e utilizzo dei rifiuti nelle opere stradali cui ha lavorato nel passato l’impresa coinvolta nell’inchiesta giudiziaria;

 

- se, per verificare ciò, non ritenga opportuno istituire una Commissione consiliare speciale per l’esame di problemi particolari (art. 25 Regolamento provinciale);

- se non ritenga opportuno costituirsi parte civile a difesa dei beni pubblici in eventuale procedimento giudiziario;

- se, infine, non ritenga prioritario, di fronte ai fatti suddetti, censurare nettamente chi nel mondo dell’economia bergamasca non garantisce la necessaria trasparenza operativa in alcuni delicati settori dell’edilizia e della movimentazione terra, (comparti che rischiano di costituire parte integrante del sistema collusivo-corruttivo che inquina la politica anche in Lombardia).

In attesa di risposta durante la prima riunione del Consiglio provinciale, porgo distinti saluti.

Paolo D’Amico (Sinistra per Bergamo, Prc,Pdci,Sd)

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