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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 25, 2017

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M. Rossi (Fds): Finalmente è caduto! Ed ora: un’altra strada!

Finalmente è caduto! Ed ora: un’altra strada!

di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra

Finalmente il sultano è caduto! Esultiamo perché la sua esperienza del governo è stata devastante e oscena; perché ci ha impoverito in tanti per arricchirne pochi, ha seminato precarietà e disoccupazione, ha cancellato secolari conquiste dei lavoratori, ha tentato in ogni modo di ridurre a merce beni comuni e servizi fondamentali,…

Ma la forte domanda di cambiamento e di giustizia sociale che ora sale dal Paese non può essere tradita dalla subdola prospettiva di un “governo tecnico”, sostenuto da una larghissima intesa che andrebbe dallo stesso Berlusconi sino al PD. Un governo chiamato a mettere in pratica la spietata volontà dei vertici dell’Unione Europea e delle Banche: la cancellazione delle pensioni di anzianità che allontana ulteriormente l’accesso dei giovani al lavoro, la svendita ai privati di beni e servizi essenziali, licenziamenti e cassa integrazione senza tutele nel privato e nel pubblico, nuovi tagli alla scuola , e molte altre misure a senso unico.

Ed è insopportabile che ciò avvenga in un clima bipartisan di messianica attesa del salvatore della patria, animato da un coro unanime di giornali e televisioni!

Altro che governo tecnico! Mario Monti e gli altri “tecnici di indiscutibili competenze,” che comporrebbero la sua squadra fanno tutti parte della stessa scuola di pensiero. La famigerata scuola liberista, quella del mercato globalizzato che ci ha ridotti come oggi siamo.

Le scelte antisociali che essi si accingono a mettere in atto non sono neutre come vorrebbero far credere! Esse vanno nella stessa direzione di quelle che, impoverendo la popolazione, hanno determinato questa terribile crisi.

E’ falso che a queste politiche non ci siano alternative; che non si possa contrastare, in Europa, la speculazione finanziaria; che il debito, gonfiato dallo strozzinaggio delle banche, non possa essere messo in discussione; che non si possano adottare da subito misure per uscire dalla crisi redistribuendo la ricchezza e riconvertendo l’economia.

La democrazia che abbiamo costruito liberandoci dal fascismo impone che siano le cittadine e i cittadini a decidere sul futuro del nostro Paese. Tanto più quando la situazione è grave ed il carattere delle scelte da assumere è appunto decisivo. Affermare che “non possiamo permetterci nuove elezioni perché i mercati non aspettano” vuol dire consentire alle banche, ai ricchi, agli speculatori di conculcare nei fatti la democrazia conquistata a caro prezzo.

E’ il momento che sinistra politica e sociale si aggreghi e, rivendicando le urne, offra al Paese una diversa via di uscita rispetto a quella ingiusta e devastante che sembra delinearsi.

Massimo Rossi – portavoce della Federazione della Sinistra

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