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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | November 25, 2017

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(30.09.11) IL NUOVO ULIVO ED IL 15 OTTOBRE

Da controlacrisi.org 30.09.11

L’Europa ha approvato il SIX PACK che prevede finanziarie durissime pena sanzioni automatiche ai governi. L’accordo tra padroni e sindacati che mette tutti buoni e silenti è già firmato dal 28 di giugno, lubrificato – così ha detto la Marcegaglia oggi – dall’art. 8 della finanziaria che macella i diritti sociali dei lavoratori.

C’è anche la benedizione del cardinal Bagnasco che dopo aver preso a destra e a manca salta sulla scialuppa di salvataggio quando il governo affonda. C’è poi puntuale come un’agenzia di rating, la pubblicazione della lettera della BCE che prescrive con novizia di particolari come proseguire con l’austerity facendo capire che la democrazia ed il capitalismo sono oramai due rette parallele che vanno in direzione opposta. Insomma, occorre solo mettere la palla in buca.

Lo scontro aperto è per chi guiderà la transizione e il tutto si gioca nel rapporto con Confindustria. In questi giorni il nuovo ulivo ha dato segnali responsabili ai padroni di casa nostra candidandosi alla successione di Berlusconi. Lo slogan pare che già ci sia, rigore e crescita. Due parole inconciliabili dato che la prima produce recessione, ma tranquilli un po di promesse con gli Eurobond e passa tutto.

In questa settimana di cose ne sono successe parecchie, nell’oscurità bipolare dei media L’Italia dei Valori ha votato il six pack in Europa e si è assicurata il consenso dei poteri forti euroliberisti facendo diventare legge la macelleria sociale.

Il PD si dimostra responsabile e Bersani si dice disponibile ad incontrare la Marcegaglia per discutere i punti del manifesto di Confindustria. Veltroni addirittura ha lanciato un Governo tecnico con Ciampi che riscuoterebbe fiducia nei mercati.

In questo marasma spicca l’evoluzione 2.0 di SEL. “Sinistra Ecologia Mortadella” ieri ha iniziato a muovere i suoi primi passi a Bologna con VEndola in asse con i prodiani, la nuova narrazione è che andando al governo in Italia l’Europa cambierà. Auguri.

Sempre oggi Romano Prodi ritorna al centro dello scenario politico annunciando il nuovo referendum che rafforza il bipolarismo ed il sistema maggioritario. Milioni di firme, ma non è il popolo dei beni comuni. Repubblica.it festeggia. Tutto pronto quindi per il nuovo giro di boa della continuità euroliberista nell’alternanza. Manca solo la scelta dello sceriffo con le primarie. Il governatore invece già c’è, si chiama Mario Draghi, e obbedisce a persone del calibro della Merkel.

C’è però qualcosa che non torna in tutto questo. Si sta materializzando in questi giorni con assemblee pubbliche che denunciano l’ingordigia delle classi dominanti che stanno portandoci via diritti e democrazia una nuova soggettività nel vecchio continente. E’ una soggettività ancora non delineata ma con nemici comuni, giovane, precaria, indignata e indipendente.

Il 15 ottobre inizierà a muoversi non solo in Italia ma in tutta Europa un’insorgenza che chiede la cacciata di Berlusconi e vuole un’alternativa di sistema. Un’istanza che non nasce da una dimensione etica ma principalmente dal fatto che milioni di persone non vogliono pagare la crisi che personaggi come Mario Draghi hanno prodotto ed alimentato. A questi uomini e donne non gli basta più stare alla finestra mentre qualcuno parla dal balcone ogni 5 anni, vogliono partecipare e vederci chiaro. Vogliono democrazia reale e giustizia sociale. A conti fatti ci pare che il Nuovo Ulivo stia andando nella direzione opposta.

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