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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 23, 2018

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(14.09.11) I profughi e la propaganda xenofoba del presidente della Provincia

Comunicato di Paolo d’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo (Prc, Pdc, Sd)

Proprio nel consiglio provinciale di lunedì 12 settembre si è discussa l’interpellanza presentata in primavera da Sinistra per Bergamo (Prc,Pdci,Sd) che chiedeva delucidazioni sulle iniziative approntate dalle istituzioni locali per rispondere all’emergenza profughi libici (sono circa 300 i richiedenti asilo ospitati in terra bergamasca, parte dei circa 24000 profughi giunti finora in Italia).

Oggi il presidente leghista della Provincia torna sull’argomento sbattendo, nella sostanza, la porta in faccia ai profughi ospitati sul nostro territorio: “ Allo scadere del permesso i profughi libici non avranno la residenza” e aggiungendo con finezza “sono ospiti pagati e non paganti”.

Alcune considerazioni.

  1. L’emergenza profughi ha origine dalla scelta irresponsabile del governo Berlusconi-Bossi (in questo caso col sostegno del Pd) di affrontare il problema della rivolta dei libici contro la dittatura di Gheddafi attraverso una vera e propria guerra.

Le guerre, come sappiamo ormai tutti davanti all’esperienza afgana e irachena, non soccorrono i popoli sottomessi, bensì sono finalizzate alla spartizione delle risorse economiche, materiali e naturali dei paesi investiti dai conflitti.

Le guerre generano però anche una conseguenza “fastidiosa”: il fenomeno dei profughi, cioè uomini, donne, bambini che sono costretti ad allontanarsi, nel caso in questione dalla Libia, nella speranza di trovare un rifugio dalla guerra e di ricostruire la propria esistenza. E dove si dirigono? Ovviamente verso l’Europa e la vicina Italia.

  1. Noi nella nostra interpellanza abbiamo proposto di “approntare in collaborazione con il Comune e le associazioni di volontariato, uno specifico percorso di accoglienza (…) e di attivare azioni che favoriscano la coesione sociale dei profughi con la realtà locale (“patti di lavoro”, corsi di italiano ecc.)” al fine di evitare“confusione, rimpallo di responsabilità e ritardi rispetto ai bisogni materiali e civili di poche decine di profughi”.

Ci pareva che chi si assume l’onere di portare la guerra ad un popolo (scegliendone per altro una parte), non può poi sottrarsi all’assunzione della responsabilità sulle conseguenze che tale atto produce.

Questo impegno va assunto non come atto politico, ma esclusivamente per sensibilità umanitaria.

Conclusione. A quanto pare ci pareva sbagliato. Infatti quest’ultima, il presidente Pirovano e la Lega nord, nell’annunciare ai cittadini bergamaschi con un sonoro ”fora di ball” che l’emergenza profughi, provocata dal loro governo, è finita, non fa parte del loro background.

Ancora una volta questi amministratori hanno perso l’occasione per dimostrare una cultura di governo, praticando la becera propaganda e il facile populismo invece di costruire soluzioni a un problema prevalentemente di carattere umanitario. (Paolo d’Amico, 14.09.11)

Cfr. Aprile 2011. Bergamo. Rifondazione ospita i profughi nella sede di via Borgo Palazzo: QUI

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