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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 16, 2017

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(10.07.11) Bergamo-Via Quarenghi: Lega Lombarda, ma quanto ci costi?

Via Quarenghi: Lega Lombarda, ma quanto ci costi?

di Francesco Macario – ex assessore all’edilizie e alle politiche della casa del comune di Bergamo

Questa settimana la giunta Comunale di Bergamo approverà un aumento di capitale relativo alla società comunale Bergamo Infrastrutture SpA, la società è proprietaria dell’immobile posto in via Quarenghi al n° 33 e promotrice della sua ristrutturazione – riqualificazione.

La ristrutturazione, tramite Bergamo Infrastrutture, dell’immobile era programmata dalla precedente amministrazione comunale con fondi derivanti da varie fonti: contributo regionale per realizzare alloggi a canone convenzionato (1,68 milioni di euro), mutuo bancario (1,6 milioni di euro) e parziali alienazioni di una parte dell’immobile stesso (1,06 milioni di euro), oltre che da un concorso del comune di Bergamo per 3,3 milioni di euro, per una investimento complessivo di 7,64 milioni di euro.

In seguito alla presentazione del programma “Bergamo sicura” (novembre 2010), fortemente voluto dalla Lega Lombarda, la giunta comunale ha approvato uno stravolgimento delle previsioni progettuali sull’immobile di via Quarenghi (per altro non di sua proprietà). Infatti nell’ambito di questo programma le decisioni dell’amministrazione Tentorio sull’immobile di via Quarenghi si sono subito configurate come solo tese a supportare l’impuntatura della lega Lombarda, che per ragioni squisitamente ideologiche e propagandistiche, ha deciso di fare terra bruciata in Via Quarenghi riducendo il numero degli alloggi previsti. E infatti sono state cancellate parte delle previsioni residenziali (da 44 alloggi a 24) prevedendovi di ricavandovi varie quote di uffici comunali. Come Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra abbiamo immediatamente denunciato, anche con un presidio davanti all’immobile, che essendo il cantiere già in corso di realizzazione tale cambio di orientamento avrebbe comportato una lievitazione dei costi (nuova progettazione, necessità di realizzare controsoffitti e pavimenti galleggianti al fine di alloggiare le reti tecnologiche che dovranno essere previste ex novo, condizionamento, revisioni delle luci delle facciate con lievitazione dei costi per serramenti ecc.) quantificabile in circa 500.000 euro di soli lavori (diminuendo però le superfici utili ricavate a causa delle maggiori altezze di interpiano dovute per la realizzazione degli uffici e conseguente maggiore incidenza del costo al mq,). Aumento a cui a nostro parere si sarebbero poi aggiunti altri 500.000 euro per nuove spese (spese tecniche, iva, oneri ecc.) oltre che ovviamente i relativi contenziosi e costi per il blocco del cantiere. Insomma un’impuntatura ideologica e propagandistica che rischiavano di pagare i cittadini di Bergamo e che infatti immediatamente ha provocato la lievitazione del costo dell’opera di ben 1,5 milioni di euro che l’amministrazione ha subito dovuto inserire nel bilancio di previsione 2011 (delibera n° 79 del 20 aprile 2011).

Ora siamo, come previsto a un nuovo capitolo (che potrebbe non essere l’ultimo) di questa imbarazzante vicenda. Infatti Bergamo infrastrutture, ha richiesto la sua ricapitalizzazione per il milione e mezzo già a bilancio e come avevamo previsto ha dovuto affrontare il tema del finanziamento regionale per gli alloggi che si realizzavano. Tale finanziamento era legato alla quantità di alloggi, diminuendo la quantità la regione Lombardia ha diminuito il proprio contributo creando un ulteriore buco nel bilancio dell’operazione di 1 milione di euro. L’amministrazione si trova quindi ora nella necessità di sfogliare un altro petalo della margherita provvedendo a apportare una ulteriore modifica al bilancio triennale 2011-2013 per reperire le risorse necessarie a tappare la falla finanziaria predisponendosi a finanziare Bergamo Infrastrutture per un altro milione di euro.

E’ da notare che i fondi necessari saranno stornati annullando alcune opere pubbliche già da tempo previste e fortemente attese dai cittadini: in primo luogo la sistemazione del tragico e incompiuto collegamento tra la superstrada della val Seriana e la circonvallazione (nodo del rondò delle valli), recuperando 0,4 milioni di euro, in secondo luogo riducendo gli interventi di creazione di verde alberato previsti per realizzare il “bosco in città in due aree: nel parco dietro l’ex complesso del gres in via san Bermardino”(2° lotto) e quello attorno all’ospedale, per 0,6 milioni di euro. Totale un altro milione di euro. A margine notiamo pure che tra l’altro nulla più si sa neppure della previsione di collocare nello stabile la sede di alcune attività teatrali, così come era emersa come volontà dei cittadini della zona, espressa tramite un referendum alla fine di un lungo percorso sperimentale di Bilancio Partecipativo.

Si tratta quindi non solo di uno scandaloso e inutile spreco di risorse pubbliche quantificabile, per ora complessivamente a ben 2,5 milioni di euro, che portano a far lievitare il costo dell’intervento di recupero dell’immobile in via Quarenghi 33 all’incredibile cifra di 10,1 milioni di euro, ma anche di un’azione scellerata sul piano sociale. Infatti questa riduzione di previsione di alloggi pubblici avviene mentre in città i mentre i dati ministeriali, recentemente diffusi, ormai attestano gli sfratti esecutivi (che sono i grande parte richiesti per morosità incolpevole, cioè quella determinata dalla perdita del lavoro a causa della crisi economica) sulla soglia dei 500 all’anno. Servirebbero più alloggi pubblici e invece non solo non si realizzano quelli in maniera lungimirante previsti, ma addirittura per cancellarne la realizzazione si sprecano preziose risorse economiche.

Inoltre non si può sottacere che per realizzare questo scempio sociale e amministrativo si cancellano interventi tanto attesi dai cittadini sulla mobilità (al rondò delle valli) e sull’aumento del verde pubblico (bosco in città). E ciò verrà fatto esclusivamente per pagare le fregole propagandistiche di alcune forze politiche e di alcuni politici che sulla demagogia populista contro poveri, case popolari e immigrati hanno costruito le loro fortune politiche e personali. Questa appare veramente come una scelta che da esattamente il senso dello spessore umano e politico dell’attuale amministrazione comunale di Bergamo.

Francesco Macario – ex assessore all’edilizie e alle politiche della casa del comune di Bergamo

Bergamo 10 Luglio 2011

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