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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | December 17, 2017

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CHI VUOL FAR SALTARE L’ACCORDO INDESIT?

Dichiarazione di Ezio Locatelli (segretario provinciale Prc/Fds ) e Matteo Gaddi (responsabile dipartimento Nord Prc/Fds)

Da recenti notizie pubblicate sulla stampa nazionale (Sole 24 Ore di mercoledì 1 giugno), appare evidente il tentativo di far saltare l’accordo Indesit. Da più parti questo accordo viene ritenuto non soddisfacente per il basso numero di lavoratori ricollocati.

Se questo dato è vero (i ricollocati allo stato attuale sono soltanto 15) riteniamo, tuttavia, di esprimere un altro elemento di preoccupazione: temiamo che siano proprio le aziende del territorio a frapporsi all’applicazione di quell’accordo, in particolare per la parte relativa  alle modalità di ricollocazione del personale, in modo da avere le mani libere nel decidere le modalità di riassunzione dei lavoratori Indesit.

Va ricordato, infatti, che l’accordo Indesit prevede importanti e imprescindibili garanzie per i lavoratori da ricollocare: le aziende che assumono dovranno avere più di 20 dipendenti a tempo indeterminato ed essere ubicate in zone quanto più limitrofe all’azienda e al comune di residenza dei lavoratori. Ma, soprattutto, l’accordo prevede che le offerte di lavoro dovranno avere equivalenza di profilo professionale e che la tipologia contrattuale dovrà essere  “il tempo indeterminato” e accompagnata da salario e garanzie di professionalità equivalenti. In pratica chi viene ricollocato mantiene lo stesso contratto, lo stesso salario e le stesse condizioni di lavoro che aveva in Indesit.

E’ proprio questo ultimo aspetto dell’accordo che le aziende del territorio vorrebbero cancellare in modo da assumere i lavoratori Indesit con i contratti che esse prediligono (contratti precari, tempi determinati ecc.) e alle condizioni più vantaggiose per le imprese (riduzioni salariali, salari d’ingresso, peggioramento nelle mansioni ecc.).

Recentemente le RSU della Indesit ci avevano segnalato che diverse aziende del territorio si erano fatte avanti per assumere lavoratori da ricollocare ma senza rispettare le condizioni di assunzione:   diverse offerte di lavoro prevedevano contratti di lavoro a tempo determinato, significativi peggioramenti salariali, peggioramento dei profili professionali ecc.

Chiediamo, pertanto, che i livelli istituzionali (Regione e Provincia su tutti) vigilino sulla corretta applicazione dell’accordo e che, una volta tanto, anche Confindustria faccia la propria parte. (Bergamo, 3.6.2011)

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