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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 21, 2017

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29-30.05.2011, BALLOTTAGGI. MILANO, NAPOLI, CAGLIARI: TRE ASSI ALLA SINISTRA

Milano, Napoli, Cagliari: tre assi alla sinistra

Giuliano Pisapia e’ in vantaggio con il 55,1% su Letizia Moratti, al 44,9%, nella corsa per il sindaco di Milano, mentre Luigi De Magistris con il 64,5% delle preferenze è in vantaggio su Gianni Lettieri, con il 35,5%, nella corsa per il sindaco di Napoli. Una “grande soddisfazione” quella riportata dal portavoce di Giualiano Pisapia, Maurizio Baruffi. “Abbiamo dimostarato – ha detto – che si puo’ vincere la campagna elettorale col sorriso sulle labbra senza fomentare paure e rancori ma cercando di dare quel senso del futuro e voglia di fare insieme”. A Cagliari e’ in vantaggio Massimo Zedda del centrosinistra con il 58,22% dei voti, contro i 41,78% dell’avversario del centrodestra Massimo Fantola, quando sono stati scrutinati i voti di 81 sezioni su 175.

A Trieste, 181 su 238, 57,3% Roberto Cosolini del centrosinistra vince su Roberto Antonione del Pdl che ottine il 42,7%. Per Milano, quindi, si cambierebbe di un cambio di segno politico della giunta, visto che fino ad oggi il sindaco era Letizia Moratti, portacolori del centrodestra. Risultato di Napoli, invece, nel solco della continuità: se si confermerà maggiore il numero dei consensi per De Magistris, infatti, l’ex pm succederà a Rosa Russo Jervolino, la cui giunta era sostenuta da una maggioranza di centrosinistra. In forte calo l’affluenza Per i ballottaggi relativi alle elezioni dei sindaci e dei consigli comunali la percentuale di votanti rilevata alla chiusura definitiva dei seggi e’ stata del 60,08%. Al primo turno aveva votato il 68,58%%. Il calo percentuale dei votanti supera, dunque, gli otto punti percentuali. Lo si apprende dal sito del Viminale (il dato non tiene conto dei comuni del Friuli Venezia Giulia, gestiti direttamente dalla Regione). E’ stata del 45,26 per cento l’affluenza degli elettori alle urne per i ballottaggi per le elezioni amministrative provinciali. Il dato e’ diffuso dal Viminale sul proprio sito web. Rispetto al primo turno del 15 e 16 maggio c’e stata una flessione del 16 per cento. Berlusconi in Romania Silvio Berlusconi, apprendera’ in Romania i primi dati sull’esito dei ballottaggi. Li’ infatti il presidente del Consiglio e’ impegnato, oggi e domani, per un vertice intergovernativo. iL premier è atterrato alle 15 ora locale (le 14 italiane) . Alle 17 (le 16 in Italia) Berlusconi ha in programma una dichiarazione congiunta con il primo ministro rumeno. Il rientro a Roma e’ previsto per il primo pomeriggio di domani, dove in serata Berlusconi presiedera’ l’ufficio di presidenza del Pdl, convocato appunto per fare il punto sul voto. Bossi, la Lega ha fatto il suo dovere Il dibattito, per la verita’ e’ partito gia’ dopo il primo turno e se oggi Ignazio La Russa osserva che “la Lega si aspettava un esito elettorale migliore. Ha perso 4-5 punti che sono quelli che mancano”, Umberto Bossi replica che “la Lega ha fatto il suo dovere”. “Il nostro – rivendica il senatur – e’ un partito che e’ un’assicurazione per i cittadini, non potevamo far si’ che si costruissero le moschee a Milano. Qualcuno dice che la Lega non ha rischiato e non si e’ presentata, noi invece ci siamo presentati”. Anzi, “siamo stati gli unici che in qualche modo siamo andati in strada”, ha detto ancora. Il coordinatore Pdl guarda avanti e assicura che “comunque vada il governo reggera’: la sconfitta mascherata dal Pd, la crescita dei partiti antisistema portano a dire che Berlusconi non rischia. Non vedo possibilita’ di un governo alternativo. E nessuno credo voglia elezioni anticipate”. Vero e’, anche per La Russa, che per il Pdl “questo e’ un momento delicato. Credo sia importante dare linfa ai partiti”. Per questo il ministro conferma di aver consegnato “due mesi fa a Berlusconi un piano dettagliato. Penso a comitati operativi che si occupino di programma, enti locali, territorio, propaganda. Ognuno sarebbe formato da 4 o 5 persone che insieme vanno a comporre un organismo intermedio fra l’attuale ufficio di presidenza e il coordinamento vero e proprio”.

Sandro Bondi, richiamandosi esplicitamente al risultato dei ballottaggi, formalizza le sue dimissioni da coordinatore Pdl e assegna al suo annuncio il valore di stimolo a Silvio Berlusconi per una svolta nella gestione del partito. «Valutati i risultati elettorali – dice infatti Bondi in una nota – intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del presidente Berlusconi. Ritengo che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto – sottolinea – la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito»

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