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Partito della Rifondazione Comunista – Bergamo | October 19, 2017

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NO GUERRA. Ordine del giorno anche al Consiglio provinciale

Il consigliere provinciale Paolo d’Amico di SINISTRA PER BERGAMO (Prc, Pdci, Sd) presenterà durante la seduta del consiglio provinciale di lunedì 28 marzo un ordine del giorno urgente sulla drammatica situazione in corso in Libia.

Si chiederà che la Provincia di Bergamo “si faccia portavoce nei confronti del Governo nazionale per sostenere la richiesta del ritiro immediato dell’Italia dalla coalizione “dei volenterosi”, la contrarietà all’utilizzo del territorio italiano come supporto agli eserciti in guerra e il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana (“L’Italia ripudia la guerra”).

Di seguito il testo completo dell’ordine del giorno.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Premesso che

È in corso contro la Libia una guerra condotta da diverse potenze occidentali – l’Italia fra queste – che, con la motivazione di difendere i diritti umani della popolazione civile, ha come obiettivi principali l’acquisizione delle risorse energetiche e il tentativo di riportare sotto il proprio controllo il mondo arabo attraversato nelle settimane scorse da rivolte popolari a sfondo sociale;

l’ intervento militare guidato dagli Usa, da potenze ex coloniali e da stati Arabi che in casa loro reprimono le manifestazioni popolari, non è in grado di cogliere le finalità umanitarie – come dimostra il numero dei morti civili in rapida ascesa – ma rischia di trasformarsi in un tentativo di ricolonizzazione che contrasta con la carta delle Nazioni Unite e con l’articolo 11 della nostra Costituzione;

l’intervento armato in Libia rappresenta l’ennesima tragedia imposta a quel popolo ed allontana la prospettiva di una Libia unita, indipendente, repubblicana e democratica;

considerato che

occorre ribadire sempre la netta condanna del regime dispotico di Gheddafi e le gravi complicità che hanno caratterizzato la relazione tra il governo italiano e quel regime a cui era stato affidata la repressione e il contenimento manu militari dei profughi e degli immigrati;

si poteva immediatamente intervenire durante i primi giorni delle rivolte contro Gheddafi, per far cessare il massacro contro i civili, per aprire un corridoio umanitario nei confronti dei ribelli, per garantire protezione e asilo politico ai disertori e ai profughi;

condanna

i bombardamenti in atto sulla Libia condotti da alcune potenze occidentali con la complicità dell’Italia e chiede che sia interdetto l’uso delle basi collocate sul nostro territorio dalle quali parte l’aggressione militare

chiede che

la Provincia di Bergamo si faccia portavoce nei confronti del Governo nazionale per sostenere la richiesta del ritiro immediato dell’Italia dalla coalizione “dei volenterosi”, la contrarietà all’utilizzo del territorio italiano come supporto agli eserciti in guerra e il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana (“L’Italia ripudia la guerra”);

il Presidente assuma una iniziativa nei confronti del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace affinché sia proposta da Comuni, Province e Regioni, unitamente con la società civile e il mondo dell’associazionismo, una immediata mobilitazione contro la guerra, per l’immediato cessate il fuoco e il sostegno ai profughi e alle vittime del conflitto.

Paolo D’Amico, consigliere provinciale Sinistra per Bergamo(Prc, Pdci, Sd)

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