(30.09.14) Torre Boldone. Presidio contro le prevaricazioni dell’Amministrazione Comunale

* Torre Boldone, martedì 30 settembre, ore 21.00: PRESIDIO davanti al Muncipio

Con il pretesto della presenza di Renato Curcio (in qualità di autore) alla Festa in Rosso di Liberazione di Torre Boldone per la presentazione dei  libri “Mal di lavoro” e “Il pane e la morte”, l’amministrazione comunale di Torre il 1° settembre ha approvato una delibera che prevede di:

“dare mandato al Sindaco e alla giunta di fare tutto quanto è possibile, per impedire che nei pubblici eventi cittadini o comunque negli eventi aperti al pubblico vengano invitati a partecipare a qualsiasi titolo soggetti con passato legato ad azioni violente e/o omicidi, anche di natura politica e di qualsiasi parte politica, la cui efferata azione sia conseguenza di scelte personali o di gruppi ristretti di appartenenza dei medesimi”.

Specificando che “qualora tale richiesta non venisse rispettata dagli organizzatori di qualsivoglia evento di tale tenore, negare o ritirare il permesso per lo svolgimento dell’evento”.

La delibera in questione è un atto del tutto illegittimo che attribuisce al comune e agli amministratori di Torre Boldone poteri che non possono esercitare e che sono potenzialmente lesivi della libertà di tutti i cittadini e della Costituzione.

In occasione del prossimo consiglio comunale del 30 settembre  Rifondazione Comunista organizza alle ore 20.30 un presidio davanti all’entrata del comune di Torre Boldone per protestare contro questa ennesima prevaricazione di Sessa (il nuovo podestà) e dei suoi gregari.

Vi aspettiamo.

Bergamo/Torre Boldone, 28.09.14

Maurizio Rovetta (circolo Prc di Torre Boldone) – Francesco Macario (segretario della Federazione di Bergamo)

Per comunicazioni: tel. 3928649750


(19.09.14) Direzione nazionale Prc. Costruire l’opposizione al governo Renzi, unire la sinistra, rilanciare il PRC

Documento approvato dalla Direzione nazionale del PRC del 19 settembre 2014 -

Nelle ultime settimane e negli ultimi mesi assistiamo ad una più sempre preoccupante escalation a livello globale. E’ il segno di come la crisi economica porti con sè una profonda ridefinizione dei rapporti geopolitici a livello internazionale, con una crisi dell’egemonia del blocco imperialista occidentale e l’ascesa delle nuove potenze che, con il recente incontro dei Brics, hanno definito un livello ulteriore di integrazione politico economica.

La situazione in Ucraina, Iraq e Siria, Libia, la recente nuova aggressione israeliana a Gaza e al popolo palestinese, l’aumento delle tensioni nel sud est asiatico, sono i segnali di una preoccupante e generalizzata tendenza alla guerra.

In particolare in Ucraina,  gli Usa e l’UE continuano nell’opera irresponsabile e guerrafondaia di sostegno al governo di Poroshenko e dei suoi alleati neonazisti, puntando ad una integrazione dell’Ucraina nella Nato e ad una nuova strategia anti russa approvata nel recente vertice del Galles, fatta di sanzioni e accerchiamento economico militare,  che rischia di portare ad un punto di non ritorno. Il PRC condanna la politica di Ue e Usa di deliberato sostegno alla guerra lanciata dal governo ucraino contro le popolazioni del sud est ucraino,  la politica di sanzioni alla Russia e di annessione a Ue e Nato dell’Ucraina. Solo (continue reading…)


Sportello migranti. Corso formazione su legislazione immigrazione rivolto ai volontari

Permessi di soggiorno, procedure di ingresso, ricongiungimenti familiari, cittadinanza, accesso ai servizi. La vita dei migranti, dei cittadini “stranieri”, in questo paese, è regolata da un diritto speciale che disegna una società razzista.
Sempre più ognuno di noi, nella vita quotidiana, nelle relazioni sociali e nelle attività che svolge, si trova a confronto con la necessità di conoscere gli aspetti principali che regolano il diritto di soggiorno dei migranti in Italia.
Il corso di formazione che proponiamo è rivolto a quanti desiderano scoprire le principali problematiche connesse alla normativa sull’immigrazione ma servirà anche al progetto di apertura di uno Sportello immigrazione per informare e aiutare i cittadini stranieri.

CORSO FORMAZIONE si terrà presso la sede di RIFONDAZIONE COMUNISTA – via Borgo Palazzo 84/g Bergamo

PROGRAMMA:

  • Mercoledi 1 Ottobre – ore 21

L’INGRESSO ED IL SOGGIORNO DEI CITTADINI STRANIERI: ASPETTI GENERALI
A cura di Lorenzo Lanfranchi (Confederazione Unitaria di Base)

  • Mercoledì 8 Ottobre – ore 21
LE PROCEDURE CONNESSE AL RILASCIO ED AL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO ED AL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE: ASPETTI PRATICI E PRINCIPALI PROBLEMATICHE.
A cura di Lorenzo Lanfranchi (Confederazione Unitaria di Base)
  • Mercoledi 15 ottobre – ore 21
DIRITTO DI CITTADINANZA: CONCESSIONE E ACCERTAMENTO DELLA CITTADINANZA, INFORMAZIONE E CONOSCENZA PER I CITTADINI COMUNITA’ EUROPEA
A cura di Lorenzo Lanfranchi (Confederazione Unitaria di Base)

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A cura di: Giovani Comunisti. Per informazione: 346.7875732 (Marta); 389.9107884 (Meryem)

(30.09.14) D’Amico: Cosa insegnano le elezioni provinciali alla sinistra bergamasca

* di Paolo D’Amico (ex consigliere provinciale di Sinistra per Bergamo e candidato nella lista Democratici e Civici per la bergamasca)

Le elezioni di secondo livello per il nuovo consiglio provinciale di Bergamo segnano l’ennesimo esito negativo per la sinistra. Il candidato consigliere espresso da Prc, Sel e alcune liste civiche non è stato eletto. In realtà, la conclusione fallimentare era già manifesta nelle premesse. Confuse e limacciose. Come, per altro, le modalità stesse di elezione, le prime all’insaputa dei cittadini. Sarebbe il caso di dire “chi è causa del proprio male, pianga se stesso”.

Ma che cosa dicono alla sinistra bergamasca queste elezioni (come, in sostanza, anche le recenti comunali a Bergamo)?

  1. Le alleanze si siglano sulla condivisione, non solo di un generico programma, ma principalmente di un progetto politico condiviso. Matteo Rossi ha, prima ancora di essere candidato presidente, rimarcato la sua intenzione di realizzare una maggioranza politica in Provincia fondata sulle “grandi intese” con Forza Italia e Lega nord. Qui, di condiviso con la sinistra non c’è proprio nulla. Ma, nella speranza di ottenere lo strapuntino, abbiamo (tutti, compreso il sottoscritto) fatto finta di nulla.
  2. Il Pd, specularmente, ha, in un primo tempo, avanzato generiche rassicurazioni sul percorso. Subito dopo, si è preoccupato di determinare le condizioni per non avere all’interno della maggioranza eletti non in linea con la prospettata “fase costituente”. Della serie, ci prendiamo i consensi dell’alleato, ma nel contempo costruiamo i presupposti per ostacolarne l’effettiva elezione. (E noi? Zitti, buon viso a cattivo gioco).
  3. Le alleanze tra diversi si siglano, dunque, con un patto politico esplicito e sottoscritto (specialmente se uno dei contraenti è in forte stato di inferiorità). Ciò non è garanzia per l’assegnazione dello strapuntino, ma premessa ad una competizione equilibrata. Si chiedeva questo, non altro! Se l’intesa è troppo informale, (e il contraente propenso, in senso estensivo, alla speculazione) succede che l’offerta di candidature sul territorio che esprime la candidatura della sinistra diventa in eccesso. Guarda caso, anomalia unica in tutto il territorio provinciale.
  4. La sinistra, ma qui la considerazione va oltre le vicende bergamasche, per poter contare deve, prima di tutto, disporre di una massa critica, di una base di consensi, in grado di consentire l’ingaggio e l’interlocuzione con le altre forze politiche su una base di autonomia e autorevolezza. Diversamente, si corre il rischio di scodinzolare attorno al Pd che, ipocritamente, ne approfitta. E, così, di non cogliere nemmeno uno dei propri obiettivi programmatici. Perché una delle differenze tra noi e le altre forze politiche (compreso il Pd) consiste nel fatto che interpretiamo la politica come processo di trasformazione, non come mera occupazione e spartizione del potere. O no?

Conclusione: le alleanze si realizzano se c’è convergenza programmatica, se ci sono le condizioni politiche, se si è dotati di un sufficiente tasso di autonomia, se l’interlocutore è minimamente affidabile. Diversamente è meglio praticare altri terreni. E’ meglio consolidare le proprie casematte e prepararsi alla competizione non da inutili comparse, ma, se non da protagonisti, per lo meno da comprimari.

L’esperienza delle elezioni europee, prestamente accantonata da alcuni, dovrebbe essere rilanciata e formalizzata. Nel dubbio, comunque, sarà, in futuro, meglio fare dignitosa testimonianza piuttosto che vano esercizio di remissività nei confronti del più forte. Amen. (Paolo D’Amico, 29.09.14)

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(Volantino settembre 2014) Lavoro e articolo 18. Opponiamoci alla barbarie di Renzi.

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Eterologa, A. Patta (Prc-Lombardia): “Consiglieri regione Lombardia garantiscano diritto all’autodeterminazione delle donne e degli uomini”

I Consiglieri Regionali garantiscano con il proprio voto il diritto all’autodeterminazione delle donne e degli uomini nella scelta di una maternità e paternità volute e consapevoli.

Domani, 23 settembre 2014, in concomitanza con la discussione che avrà luogo in Consiglio Regionale della Lombardia sulla procreazione assistita di tipo eterologo, il PRC distribuirà ai consiglieri regionali una lettera aperta il cui testo riportiamo qui di seguito:

Lettera aperta ai consiglieri della Regione Lombardia

La giunta Maroni ha deciso di far pagare alle coppie che vorrebbero accedere alla fecondazione assistita di tipo eterologo il ticket pieno di tremila euro.

E’ una scelta antipopolare e classista perchè introduce una gravissima e inaccettabile discriminazione in base al censo, negando di fatto il diritto alla genitorialità di tante coppie a basso reddito; è una decisione in continuità con le politiche Formigoniane di sostegno alle cliniche private verso le quali saranno spinti a rivolgersi gli utenti; è una operazione grossolanamente ipocrita perchè nasce da intenti proibizionisti che però, come al solito, nella sanità lombarda, non valgono per i ricchi.

Così non solo la Lombardia si distingue negativamente dalle altre regioni, che applicheranno tickets molto più bassi, ma si contrappone ai pronunciamenti della Corte Costituzionale in favore dell’equità dei diritti.

Oggi in Consiglio Regionale, ogni consigliere è chiamato a pronunciarsi personalmente su questo tema molto sentito da tantissime donne e uomini che in Lombardia esprimono il legittimo desiderio di avere un figlio e si aspettano una risposta positiva.

Facciamo a tutti loro l’appello a non utilizzare il proprio voto per sostenere visioni integraliste, ma ad essere sensibili unicamente a quella che è una vera sofferenza privata e sociale e al rispetto della legge e dell’Alta Corte.

Garantiscano con il proprio voto il diritto all’autodeterminazione delle donne e degli uomini nella scelta di una maternità e paternità volute e consapevoli.

Milano 22 settembre 2014, per la segreteria del PRC Lombardia

Antonello Patta


(22.09.14) ARTICOLO 18: il teatrino, le ipocrisie, la posta in gioco

di Luciano Muhlbauer (in www.lucianomuhlbauer.it , 19.09.14)
La vera domanda non è quando usciremo dalla crisi, ma come ne usciremo e, soprattutto, in che mondo ci ritroveremo dopo. Già, perché comunque vada, non sarà un ritorno al prima, come se si trattasse di guarire da una febbre passeggera, e le attuali politiche di governi, banche centrali e troike varie non servono tanto e soltanto per riattivare un’economia depressa, ma anche per disegnblog Luciano Muhlbauerare un altro e nuovo modello sociale e politico, in dichiarata antitesi con quanto abbiamo conosciuto nell’epoca post sessantottina e persino post Liberazione. Insomma, con quello che a volte viene riassunto nel termine generico di modello sociale europeo.
Certo, lo so, detto così suona un po’ astratto e soprattutto terribilmente lontano dai problemi ben più impellenti che la maggior parte di noi deve affrontare nella quotidianità, tipo come arrivare alla fine del mese, come trovare un lavoro o un reddito o come immaginarsi un futuro. Siamo stufi, sfiduciati, squattrinati, precari e disillusi, non abbiamo più tempo e voglia di interrogarci sui grandi temi, desideriamo soltanto che finisca e che torni il sole. E così, siamo anche disposti a cantare nel coro delle Riforme, qualunque cosa vogliano dire, e persino a consegnare a Renzi il 40% dei voti.
Tutto comprensibile, per carità, ma anche tutto sbagliato, perché di questo passo rischiamo una fregatura grossa come una casa e potremmo ritrovarci con tante riforme fatte, un Pil in crescita e un debito pubblico in calo, ma noi più scemi di prima, con il conto da pagare in mano e sempre precari, squattrinati e con un futuro incerto. Insomma, magari ci conviene ricominciare ad occuparci dei grandi temi e leggere le famose riforme alla luce del modello di società che indicano, cioè del futuro che ci preparano. E questo vale anche –e forse soprattutto- per l’annosa questione dell’articolo 18 e della riforma del mercato del lavoro, cioè uno di quei dibattiti con il maggior tasso di teatrini, ipocrisie e giochi pirotecnici che ci sia in giro.
 
Il teatrino
Correva l’anno 2001, quello di Genova, e al governo c’era di nuovo Berlusconi. Nell’ottobre di quell’anno l’allora Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il leghista Roberto Maroni, pubblicò il Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia, con l’obiettivo di  “una complessiva rivisitazione del nostro ordinamento giuridico del lavoro”. Alla sua stesura aveva lavorato un gruppo di lavoro coordinato dall’allora sottosegretario Maurizio Sacconi e dal giuslavorista Marco Biagi. Quel libro bianco avrebbe poi partorito il D.lgs. n 276/2003 (più conosciuto come legge Biagi), cioè quella riforma del mercato del lavoro che diede una potentissima spinta alla diffusione dei contratti precari, a cui erano già state aperte le porte dal cosiddetto Pacchetto Treu nel 1997. (continue reading…)

(21.09.14) Domenica prossima si rinnova il Consiglio provinciale. Ma i cittadini non votano più

Elezioni di secondo grado dei consigli metropolitani, dei presidenti delle province e dei consigli provinciali

di Francesco Macario (segretario provinciale Prc)

Il provvedimento di ridefinizione delle Province ha dato all’opinione pubblica l’impressione di essere atto di definitiva eliminazione delle stesse. Così non è. Infatti, oggi, si ripropone la rielezione di secondo livello del consiglio provinciale, con la soppressione (fittizia) della giunta e dei compensi relativi. La fase immediatamente precedente aveva già ridimensionato le capacità finanziarie della Provincia, a causa della “spending review”, con conseguenti pesanti tagli che hanno compromesso le specifiche funzioni in materia di viabilità, trasporti, edilizia scolastica, difesa del suolo, tutela dell’ambiente.

Con la conversione in legge del famigerato decreto sulla Pubblica Amministrazione è diventato operativo il rinvio al 14 ottobre delle elezioni dei consigli metropolitani e dei consigli provinciali. Nella provincia di Bergamo ciò non è avvenuto per l’insipienza e l’uso strumentale dell’istituzione da parte del presidente della provincia il leghista Pirovano che ha voluto, per motivi di parte, mantenere invariata la scadenza iniziale per il voto del 28 settembre, confermando così fino in fondo una stagione di gestione della provincia settaria e scellerata.

Questa tornata elettiva, è forse l’epilogo di una serie di provvedimenti culminati col decreto Del Rio (legge 56 del 24 aprile 2014) che hanno portato in maniera confusa e demagogica al finto scioglimento delle province – sbandierando strumentalmente il tema della lotta contro i costi impropri della politica – ma col fine esplicito, dei governi neoliberisti che si sono succeduti negli ultimi anni, di smantellare un altro pezzo di democrazia, abolendo l’elezione diretta da parte dei cittadini e senza nessun disegno organico di ridisegno del ruolo delle autonomie locali come strumento per fornire servizi e diritti ai cittadini – soprattutto ai più deboli – e tutelare territorio ed ambiente.

Non è un caso che su queste politiche abbiamo constatato piena continuità dei governi Berlusconi, Monti, Letta ed oggi Renzi con l’aggravante che negli ultimi anni il PD è diventato motore e perno di questo disegno anticostituzionale.

La stessa sbandierata riduzione dei costi si è rivelata, come si legge nelle stesse relazioni tecniche allegate agli atti parlamentari, ridicola – poco più dell’ 1% dell’ammontare dei bilanci delle Province in quanto limitata ai soli gettoni dei consiglieri ed alle indennità degli amministratori – non toccando minimamente la miriade di enti e di partecipate dove si annidano realmente i costi impropri della politica. (continue reading…)


(20.09.14) Bergamo. Volantinaggio per il diritto all’autodeterminazione riproduttiva

La sanità lombarda è contro le donne e contro la genitorialità

Per il diritto alla salute e all’autodeterminazione riproduttiva

VOLANTINAGGIO SABATO 20 SETTEMBRE ORE 14 ALL’INGRESSO DELL’OSPEDALE  GIOVANNI XXIII – BERGAMO

L’aborto è una piaga sociale anche oggi ed un trauma per ogni donna che si trovi nella condizione di intraprenderlo.

Fino al 1975 in Italia era una pratica clandestina ed illegale che ha penalizzato le donne (ovviamente quelle appartenenti a classi sociali meno abbienti) in termini di salute, salute estrema fino alla morte per setticemie ed emorragie massive provocate da interventi del tutto inappropriati.

Solo dopo la dura lotta delle donne e delle forze politiche laiche e di sinistra, venne approvata la “legge 194” nel maggio del 1978, per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione riproduttiva ossia il diritto di interrompere gravidanze non desiderate (IGV) presso strutture ospedaliere pubbliche in regime di gratuità.

Oggi questa prestazione è di fatto impedita o difficilmente fruibile per il fenomeno dell’OBIEZIONE DI COSCIENZA di medici e paramedici fenomeno in costante aumento: nel 2005 era del 58% nel 2010 era del 70,7% ma secondo l’associazione dei ginecologi laici della LAIGA il dato lievita al 90%. Gli aborti clandestini sono attualmente stimabili intorno ai 20.000 a cui si sommano gli aborti clandestini mascherati quantificabili in circa 73.000.

Sempre in Lombardia non va meglio con i consultori, molti dei quali sono stati chiusi e ridotti a meri ambulatori a vantaggio dell’apertura di quelli privati prevalentemente cattolici, così che anche la prescrizione della pillola RU-486 viene fortemente ostacolata.

Anche sulla procreazione eterologa assistita la Lombardia di Maroni conferma la propria politica sessista ed omofoba in quanto ha recentemente deliberato il ticket pieno (3000 euro!).

Questo è il risultato di precise scelte politiche delle giunte formigoniane-cielline-leghiste, che hanno lottizzato le ASL ed i medici obiettano perlopiù per fare una comoda carriera.

IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE RIPRODUTTIVA E’ OGGI ESPRESSIONE DI CIVILTA’, libera da fondamentalismi religiosi, sessisti ed omofobi tantomeno lo si può MERCIFICARE o PRIVATIZZARE nell’ottica liberista.

Per questo ti invitiamo a partecipare: I DIRITTI ACQUISITI NON SI TAGLIANO MA DEVONO ESSERE PRESIDIATI.

Iniziativa promossa dai circoli del PRC di Bergamo e provincia

Nota: il volantinaggio verrà rimandato ad altra data in caso di pioggia

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Locatelli (Prc) in Mato Grosso per l’elezione a deputato di Chaparral, dirigente Prc Torino

Locatelli (Prc) in Mato Grosso per l’elezione a deputato di Chaparral, dirigente Prc Torino

Il compagno candidato in questione è Zózimo Wellignton Chaparral Ferreira, iscritto da alcuni anni al Prc di Torino di cui è anche uno dei più apprezzati dirigenti. Chaparral nelle settimane scorse è stato richiamato in Mato Grosso, dove ha un lungo trascorso politico come segretario generale del PCdoB (Partito Comunista del Brasile) nonché consigliere comunale e sindaco nella città di Barra do Garcas, per essere eletto alla carica di deputato.

Il PCdoB, per il quale è candidato Chaparral, partecipa alla coalizione delle forze democratiche, progressiste e di sinistra “Amor a Nossa Gente” presente alle elezione del presidente, dei governatori in 27 Stati, senatori, deputati federali e statali. Capofila di questa coalizione, in una campagna elettorale al vetriolo, con in campo grandi potentati economici orientati ad azzerare le conquiste sociali degli ultimi dodici anni, è Dilma Rousself in corsa per essere rieletta presidente del Brasile. Protagonista di tutte le lotte e le vittorie del popolo brasiliano che hanno portato al superamento della dittatura, il Partito Comunista del Brasile ha dato un contributo fondamentale nella lotta contro il neoliberismo, le disuguaglianze, lo sfruttamento, per l’affermazione di un  nuovo Brasile impersonato dalle figure di Lula e Dilma.

Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino e membro della direzione nazionale Prc ha raccolto l’invito del PCdoB a partecipare allo scorcio finale della campagna elettorale, in particolare per l’elezione del compagno Chaparral. Dopo la partecipazione ad alcune iniziative pubbliche del PCdoB a Brasilia il segretario Prc di Torino andrà nel Mato Grosso dove Chaparral è impegnato in campagna elettorale. Dice Locatelli:”per Rifondazione, in specie per i compagni di Torino, sarebbe una grande gioia l’elezione di Chaparral, compagno di grande preparazione e di tante battaglie nell’ambito di un risultato che speriamo positivo per l’insieme della coalizione di cui fa parte il PCdoB. Vado in Mato Grosso con l’idea di recare sostegno politico a nome e per conto di tutto quanto il Partito della Rifondazione Comunista. La lotta contro il neoliberismo per i comunisti non conosce confini”.

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